Chi sono

street girl

Sono una ragazza come tante, e sono disoccupata, come tanti. Da circa un anno, giorno più giorno meno (ma chi tiene i conti ormai?). Avevo due lauree, ma ora non ne sono più tanto sicura. Avere due lauree è diventata una cosa sporca, una cosa da tenere nascosta, come il più oscuro dei segreti, perciò ho dimenticato di averle.

Chi ero, o cosa facevo, adesso qualcuno ha deciso che non importa più. Io ho sempre saputo chi sono, ma ultimamente mi viene sempre più difficile continuare a ricordarlo, e questo è il male che ti si insinua dentro, una volta che qualcun altro si è permesso di definirti, etichettarti, e scartarti.

Per campare mi arrangio, per mantenere la mente lucida scrivo. Anche questo è sempre più difficile, ultimamente. Mantenere la mente lucida, intendo.

Scrivere è sempre stata la mia passione, fin da quando ho imparato a tenere la penna in mano, e poi a digitare sui fogli del vecchio Works, quando ancora si salvava tutto, sogni e racconti, sui floppy da 5 pollici. Da allora osservo tutto, mi annoto tutto, scrivo di tutto, di tutto quello che vorrei mi succedesse, ma soprattutto di quel che mi succede: questo mondo è diventato così assurdo che bisogna tenerne memoria, per rendersi conto che è tutto vero.

Così ho cominciato un Diario, che presto è diventato un tomo, dei miei giorni da GiovaneCarinaeDisoccupata. Avrei voluto scriverne un libro, è sempre stato un mio sogno, ma i sogni in questa Italia costano. Troppo, in verità.

Così ho aperto il blog, che almeno è gratis.

E con questo ora non voglio fare polemica, politica, o pietismo. Non voglio fare avanguardismo sociale o resistenza (passiva o attiva che sia), non voglio fare neorealismo accademico o della satirica incazzata. Però voglio che sappiate che non succede solo a voi, che siamo in tanti, e che sentiamo tutti le stesse cose, e giorno dopo giorno, facciamo le stesse cose. Andiamo negli stessi posti, ci sentiamo dire le stesse cazzate. Dagli amici, dai nemici, dalle istituzioni, dagli uffici preposti, dagli impiegatucci e dai mezzibusti che stanno alla tv.

Solo la gente che è per strada come noi, che ci ha sbattuto il muso e ha provato, sa di cosa parliamo.

In Italia siamo ormai (? chi ci conta più?). E siamo in aumento, con il beneplacito di questo nostro Governo, e la buonapace degli ottimisti.

Illusi.

Se ci riunissimo tutti, non basterebbe una piazza. Se ci riunissimo tutti, saremmo una forza ben più grande e travolgente dei “politici” che “ci rappresentano”.

Ma non lo facciamo mai. Non ci riuniamo da nessuna parte, non ci parliamo nemmeno. E se lo facciamo è per raccontarci, con vergogna, le nostre tristi storie. Così simili, così diverse.

Ci hanno tolto il nostro lavoro, ci hanno tolto la parola e ci hanno tolto la dignità. Ci hanno spezzati, e seppelliti, ma da qualche parte, là sotto,

siamo ancora vivi.

57 thoughts on “Chi sono

  1. quanto ti capisco….le mie lauree sono appese in bagno, in una bella cornice in legno..se non altro qualcosa la ispirano! Disoccupata e rassegnata..ma cerco di riderci su..perchè se mi fermo e penso..so ca….!!!! Bel blog complimenti…ps se vuoi ci si vede in piazza, io scenderei molto volentieri..uniamo i blog e scendiamo in piazza!

    • Beh due e’ sempre meglio di una! E ti ringrazio del supporto.. Che ricambio con fervore: anche il tuo blog e’ molto molto carino.. I Sentimenti comuni ci fanno quasi sorelle 🙂
      Che triste però ogni volta che vedo quante volte accadono queste ingiustizie, soprattutto alla gente che vale. In ogni caso.. Noi ci si segue e ci si sostiene!

  2. Ti ho scoperta grazie a Paperblog e sono rimasto affascinato dal tuo modo di scrivere. Io non sono disoccupato ma è come se lo fossi, nel senso che lavoro in famiglia, lavoro ma i soldi dei lavori non arrivano mai quindi è come se fossi disoccupato o forse anche peggio. Ti seguo su Twitter e ho aggiunto il blog ai miei preferiti perché sei davvero brava, per quel che possa contare il mio giudizio! 🙂

    • Conta moltissimo grazie!
      Forse scrivo così e voi vi affezionate xche so come ci si sente.. Vedo il mio papà che da imprenditore non se la cava benissimo.. Anche lui è come se fosse disoccupato a volte.. E anche peggio 😦 l’importante xo e’ guardare in faccia alle cose, chiamarle con il loro nome e affrontarle senza abbattersi!
      In bocca al lupo x tutto 🙂

  3. Ti ringrazio per aver scritto questo blog, e’da quasi un mese che sono disoccupata e purtroppo tra frasi fatte e di circostanza non riesco a far capire come mi sento. Appena ho letto il tuo blog , ho pensato ” allora non sono sola!!” Grazie ancora

    Daniela

    • Cara Daniela non sei sola no!
      La strada e’ lunga, faticosa, va percorsa con le “sole” proprie forze, ma.. Se ci si guarda attorno ecco qua: si scopre che c’è anche qualcun altro che cammina con noi. Magari lontano, magari una persona sconosciuta, ma che riesce a capire come ti sentì perché c’è dentro anche lei.. E magari allora la strada non è più così brutta e difficile…
      E quindi grazie anche a TE, e benvenuta! Vedrai che staremo bene qui…:)

  4. Ciao!complimenti per il blog.intercetta le sensazioni di tutti noi disoccupati, credo. Anch’io disoccupata da quasi 1 ANNO ormai, dopo aver fatto diversi lavori precari. Sono tanto stanca, sai? Per quanto io sia sempre stata una persona solare adesso comincio davvero a spegnermi e rassegnarmi. Ho fatto davvero tanti sacrifici negli ultimi 4 anni, e ho bussato a tante porte. Alla fine non è servito a nulla. Dico sempre a me stessa che questa non è vita, ma sopravvivenza. Svegliarsi ogni mattina e cercare di inventarsi la giornata. Guardare al futuro e non vedere luce. Mi sento un tesoro perso, ecco. E credo davvero che siamo in molti, uomini e donne di talento, validissimi, con tanta voglia di fare, a sentirci così.
    Ti chiedo: quanti anni hai? Sei disoccupata da tanto? E soprattutto: credi ancora in un futuro roseo?

    Complimenti ancora per il blog, un abbraccio

  5. Cara Alma, anche tu cogli nel segno quando dici “sono tanto stanca, sai?”. Anche io sono, sono stata, e credo che continuerò ad essere, sempre più stanca. sono stata arrabbiata, ma per poco tempo, adesso sono stanca anche di quello. E di essere invisibile, e che altri si siano presi il “lusso” di decidere della mia vita, che fossi “utile” o meno all’azienda dove lavoravo (da 8 anni), e di sentirmi dire da tutti quelli cui mando il cv che “non sono abbastanza qualificata”, sono “troppo qualificata” o “non è il momento di assumere”, e altre palle.
    Alla veneranda età di 34 anni (appena compiuti), sono stanca di dovermi “riqualificare”, verso un mondo del lavoro che non ne vuole sapere e mi affibbia etichette su etichette, senza nemmeno sapere chi sono, cosa so fare, cosa posso fare.
    Sopravviviamo, è vero. Io cerco di farlo col sorriso sulle labbra, dignitosamente, prendendo con gioia quel “poco” (Che poco non è, fidati) che mi arriva. La serenità data da certi ottimi amici, che stanno dando il meglio di loro stessi proprio quando ne ho più bisogno, la possibilità di stare più tempo con la mia famiglia, o di organizzarmi la MIA giornata, invece di farmi organizzare dal lavoro.
    Per poterlo fare ho letteralmente mandato a fanculo (perdonami l’espressione) tutti quelli che mi raccontavano le palle di cui sopra. E mi sono reinventata da sola.
    Ho aperto il blog, mi do da fare ogni giorno. Ho imparato molte cose in questo anno e passa di disoccupazione. Ma soprattutto ho imparato a non farmi schiacciare.
    Ad andare fiera e a testa alta, a sapere che IO valgo, ben più di quanto chiunque (selezionatore o impiegato amministrativo) potrà mai capire in 5 minuti di lettura del mio cv.
    Io ci credo, a un futuro: roseo o giallo o a pois non importa. Voglio credere che prima o poi i buoni vengono premiati, perchè altrimenti non mi varrebbe la pena di farmi un c… così ogni giorno, e nessun giorno varrebbe la pena di essere vissuto.. ma vedi: io non sono fatta così. Vedo il bicchiere mezzo pieno, non il tunnel che sembra non finire mai. mi rifiuto di lasciare che la stupidità di altri (il sistema, i miei ex capi) condizioni ancora la mia vita.
    Non lasciare che lo facciano anche con te: sarebbe come dargli ragione quando ti dicono che non sei abbastanza, o non sei utile. Non sei TU, ma sono loro che sono sbagliati. Corrotti, marci, morti dentro. Pensaci, ok?
    E se hai bisogno io sono qui! (c’è anche la mia mail se vuoi scrivere in privato)
    Forza e coraggio intesi?

    • E invece la vergogna e’ che siamo costretti ad avere vergogna, mentre un tempo si faceva chiamare Dottore anche chi un pezzo di carta non l’aveva, magari si era fatto da se, ma se ne vergognava e voleva “darsi un tono”, una legittimità
      Come cambiano le cose..

  6. Complimenti per il tuo blog! Ne condivido l’amarezza e il disincanto. Il futuro per me è solo il giorno dopo. Nulla più.
    Un piccolo premio per te dal mio “neonato” blog, per le tue parole che mi hanno accompagnato e che mi accompagnano nel vano tentativo di far diventare futuro qualcosa di più del domani 😉

    Eccolo:

    http://hopauradelbuio.wordpress.com/2013/06/16/the-versatile-blogger-for-me/?preview=true&preview_id=27&preview_nonce=10d973b76a

    Ciao!!

  7. ho appena scoperto il tuo blog per caso.
    e mi aggrego al commento degli altri: fa bene leggere che non si è gli unici.
    questo sistema maledetto, ti fa sentire in qualche modo, sempre colpevole.
    colpevole di non fare abbastanza per cercarti ‘sto lavoro, che ormai diventa sempre più una chimera.

    ho 23 anni, e sono in cerca da più di un anno e mezzo.
    ho tantissima voglia di fare, di imparare, di mettermi in gioco.. ma niente, non mi viene concesso perchè “non ho esperienza sufficiente”.
    l’esperienza… altra paraculata dei nostri giorni.
    tutti che la richiedono, ma nessuno è disposto a fartela fare.

    anche la mia giornata è come la tua: mi sveglio alla mattina, consulto quel che rimane di offerte (se offerte si possono chiamare, dato che ormai più del 90 % degli annunci parla di procacciatori e stronzate varie).

    di inviare curriculum ormai mi è quasi passata la voglia anche a me.
    ho risposto a qualsiasi cosa: dal facchino al semplice commesso, niente, zero.
    ho “violentato” le sezioni lavora con noi, di tutte le aziende possibili e immaginabili, mai una chiamata.
    e poi saprai meglio di me come funziona: vai a parlare con tizio, vai a parlare con caio, vai a parlare con l’amico dell’amico di.. ma alla fine, solo cascate di bla bla bla e zero fatti.
    ho imparato a prendere la situazione con filosofia, prima invece spesso avevo momenti di depressione e sconforto, ma grazie ai miei genitori, mi sono tirato su e ho imparato a fregarmene e a godermi quello che ho ora, seppur veramente poco, ma ce l’ho. la vita è troppo breve per sprecarla dietro a cose del genere.
    il futuro mi spaventa, ma cerco di non pensarci troppo e di fare come te: vedere il bicchiero mezzo pieno e vivere con la consapevolezza che tutto arriva, per chi sa aspettare (almeno me lo auguro).

    scusa se mi sono dilungato troppo, ma è stato un vero piacere leggere quello che succede a me tutti i giorni anche da qualcun’altro, mi sento meno solo!

    un abbraccio e un in bocca al lupo per tutto!
    🙂

    Dario

    • caro Dario sono contentissima che “ci siamo trovati”, e ti do un caloroso benvenuto in questa che ormai considero una specie di “famiglia allargata”. noi disoccupati, se non altro, “sappiamo” come si sta, sappiamo cosa prova l’altro, sappiamo essere …un minimo umani, perché nessuno lo è stato con noi e invece noi ne conosciamo il valore. di un piccolo gesto, di un po di attenzione.
      anche questo è il mio modo di “prenderla con filosofia”, ormai non mi arrabbio nemmeno più. i pochi cv che mando, vengono cliccati col sospiro di “tanto è inutile”. qualcosa si muove, ma a rilento tipo ghiacciaio che scende a valle… in un milione di anni. non è colpa nostra, continuiamo a ripetercelo.
      finchè posso, io mi rifiuto di svendere la mia vita, le mie competenze, i miei sogni, in nome di un “lavoro” che si deve trovare a qualunque costo. non si vive per lavorare, così come nnon si vive senza lavoro (certo), ma non ci si rovinano vita e salute per un lavoro che poi non ci da nulla, se non pochi spicci che poi non ci bastano nemmeno per curarci.
      goditi il tuo tempo, bravo! è quello cche sti facendo anche io 😀 ma non siamo..i soli!

  8. Ciao,
    ho scoperto il tuo blog per caso digitando “disoccupata da un anno” in google, perchè questa è la mia condizione.
    Ho 30 anni, abito in un paesino in provincia di Novara e ho una laurea specialistica in filosofia conseguita nel 2009, anno in cui ho iniziato a sgomitare nel mondo del lavoro per trovare un posticino che, in realtà, non ho mai trovato.
    Ho collezionato stages nel settore risorse umane a Milano e a Novara (ho trovato lavoro agli altri tranne che a me) e contratti a progetto o di collaborazione che si sono sempre puntualmente conclusi senza possibilità di inserimento. Dal dicembre scorso sono inoccupata, il che significa che non ho mai percepito 1 cent di indennità.
    Ma non è solo il lato economico che duole. E’ quello emotivo e psicologico a subirne le peggiori conseguenze perchè, per fortuna o purtroppo, vivo ancora in famiglia e non mi devo preoccupare delle bollette, della spesa ecc.
    La so lunga anch’io sugli annunci di lavoro e sul recruiting e conosco bene anche il dietro le quinte avendo toccato con mano la professione.
    La mia bellissima laurea in filosofia è solo un bastone tra le ruote nel disperato tentativo di ricollocazione…sembra che mi porti dietro un’onta…un orribile crimine.
    Mi piacerebbe potermi confrontare con te e con tutti quelli che scrivono nel tuo blog perchè mi sento proprio come voi. Sarebbe bello anche poterci incontrare, organizzare qualche iniziativa, un gruppo…che so…qualcosa che ci tenga uniti e vivi!
    A presto!

  9. Ma per due lauree, cosa intendi ? Triennale e specialistica dello stesso corso ? Tra l’altro vedo che molti altri ripetono lo stesso il concetto, nei commenti

    • buongiorno anche a te e benvenuto sul mio blog… mi sono persa… a quale concetto ti riferisci?
      ps. sono troppo vecchia per aver fatto le triennali.. ai miei tempi c’erano ancora i corsi di laurea da 5 anni + master e specializzazioni 😉

  10. Ciao, mi riferisco a quando tu all’inizio scrivi “Avevo due lauree, ma ora non ne sono più tanto sicura” : quindi tu hai due lauree di 5 anni ?

    E’ possibile, conoscendo il ragionamento di chi fa i colloqui, che non ti considerino, perché troppo qualificata e quindi pensano che tu vorrai uno stipendio altissimo. Quindi, non pensano al tuo valore aggiunto, ma solo all’investimento che dovrebbero sopportare.

    Prova a mettere sul cv solo il titolo più corrispondente alla posizione per cui ti candidi.

    • Ah e’ sicuramente come dici.. Ammesso che i selezionatori si impegnino a leggere il cv fino alla parte dove ci sono i titoli di studio.. Ti ringrazio del consiglio e in bocca al lupo anche a te se stai cercando lavoro!

  11. non essere soli e’ quasi un sollievo, anche se e’ triste vedere che siamo in tanti riuniti proprio in una situazione cosi’! io e’ da quando ho 18 anni che son andata via di casa per studiare e rincorrere i mei sogni, ho studiato mi son laureata nei tempi previsti, i miei genitori hanno sacrificato e poi? continuo a fare corsi su corsi per migliorarmi, ma alla fine la finisco sempre a lavorare nei bar, non per discriminare questo lavoro che x 10anni ho amato, ma ora arrivata a 30…vorrei poter fare quello per cui ho sacrificato, quello che amo…
    Ora mi guardo indietro e vedo una ragazza che ha finito di studiare e subitto ha mandato chissa’ quanto cv, avevo sete di sapere, di imparare e le uniche poche risp ottenute sono state del tipo: il suo profilo e’ interessante ma momentaneamente cerchiamo qualcuno con esperienza dai 2 ai 5 anni, o dall’eta’ di 28anni in su…E IO COME DOVREI FARE ESPERIENZA SE NESSUNO MI ASSUME?????
    quindi poi accetti di lavorare con “paga” umiliante, non pagata etc…
    Cosi’ dopo un po ti stanchi, comprometti il tuo percorso andando a fare altri lavori, xke’ giustamente devi campare, e poi ti ritrovi a 30, che e’ cm se avessi fatto di tutto ma fondamentalemnte questo tutto rimane rinchiuso, non esplode… cosi quando per una botta di **** hai un colloquio e comunichi le tue esperienze sei entusiasta e credi di poter avere il lavoro, ma poi il feedback e’ o che cercano personale piu’ giovane o hai troppa esperienza e non possono pagarti il giusto…Ora ok tutto, ma a 25anni 6 tr giovane e a 30 tr “vecchia”…
    insomma ragazzi, siamo in tanti, dovremmo veramente ribellarci al sistema!
    cmq per ora auguro a tutti di trovare quel che cercate e colgo l’occasione per complimentarmi con la creatrice del blog: e’ veramente geniale!
    ciao guys!

    • La creatrice del blog e’ seriamente orgogliosa di sentirti lodare il suo lavoro..almeno qui qualche soddisfazione le arriva quando arrivano persone belle come te!
      Per il resto guarda.. Potremmo veramente scriverci un libro con tutte le panzane che ci hanno rifilato in colloquio per NON assumerci..ogni tanto cerco di riderne, ma ho la tristezza addosso pensando che ormai “non ci credo più”. Ormai sappiamo come funziona.. Che amarezza, che bruttura!
      Non per retorica ti dico, comunque, di continuare a seguire i tuoi sogni. In qualunque modo tu possa farlo.
      Vedi me.. Io volevo scrivere..
      Scrivo blog, e lo adoro!
      E’ già qualcosa 🙂

  12. Fino ad un mese fa ero esattamente come te, poi la svolta. Ora lavoro, pochi soldi ma lavoro, non è l’impiego della mia vita ma continuo a lavorare. Ricopro una maternità, quindi la pausa non durerà in eterno, ma ti auguro il meglio, prima o poi spero arriverà qualcosa anche per te.

      • Per i danni che sto combinando finora ne farà volentieri a meno probabilmente 🙂 Il punto è che con le cose che aborro ad impararle mi ci vuole molto più tempo, ma speriam bene, ci provo ogni giorno a migliorare.

  13. Ho appena scritto un articolo sulla mia scelta di partire in quanto disoccupata e, nei tag, ho trovato il tuo blog. Ti ringrazio di aver dato vita ad un blog così: ne avevo bisogno.
    Ti auguro davvero di trovare lavoro. Io, per ora, devo trovare la mia strada ma la cercherò a chilometri da qui.
    Un abbraccio!:)

    • caspita, un sentito grazie per il tuo incoraggiamento (che ricambio con mille in bocca al lupo!) e che dire.-.. adesso mi metto a seguirti anche io :d un abbraccio e buon viaggio dunque !

  14. Complimentiiiii! L’articolo sull’equitalia, i disegni , tutto scritto con sensibilità e spirito d’umorismo mi è piaciuto moltissimo. Continua così e noi ti seguiremo…grazie.

  15. c’è chi esce dal mondo del lavoro, e chi invece non riesce proprio a entrarvi, a incastonarsi in questo puzzle. Non ha quindi nessuna speranza di poter realizzare i propri sogni, piccoli o grandi che siano sono comunque importanti.
    Si vive ormai nella società dell’incertezza.

    • Hai proprio ragione, ci somo dei giorni che me lo ripeto: l’unica certezza che ho, e’ l’incertezza di non sapere che fine faro’, fra un mese, due, o magari un anno.. 😦

  16. Ciao! Anche io da pochi giorni ho aperto un blog dove cerco di sfogarmi. Anche io come te, come tante, sono giovane laureata e disoccupata. Se hai voglia lasciami la tua mail così ci sentiamo in privato per confrontarci, mi farebbe piacere

  17. stanotte ero angosciato e non riuscivo a stare a letto, ho digitato “ansia e disoccupazione” sul Pc e ho scoperto sto blog, perlomeno capisco che siamo in tanti, complimenti! ma perchè non cambiate il nome? magari in “non più giovani, nn belli ma sempre disoccupati”
    Complimenti

  18. Ciao, anch’io ho trovato il tuo blog in un momento di grande depressione.
    Che cosa dire? Io ho quasi 50 anni, quindi, come dice un mio amico, ormai sei troppo vecchio per trovare un lavoro. E’ vero, da quasi un anno cerco, cerco e non trovo niente.
    Sarà colpa mia? Non lo so, ma così la vita è un inferno, senza dignità.
    Complimenti per come scrivi, perché non scrivi un libro…
    Io poi lo comprerò anche con i miei ultimi soldi.
    A presto.

    • Ciao, e grazie per avere trovato il mio blog ed avermi lasciato il tuo commento! In effetti, a volte non c’è granché da dire, solo da prendere atto, e poi cercare di andare avanti.. Anche se non si sa bene dove, o come, ma andare avanti al
      Meglio che si può, in ogni caso.
      Ti ringrazio davvero della stima dimostrata, quanto al libro.. Dubito che qualcuno vorrebbe pubblicarmi, ma mi “accontento” di tenere questo blog, che per me continua ad essere importante.
      Un grosso in bocca al lupo!

  19. Umpff come ti capisco!! Laurea presa nel 2012 e ancora in attesa di una collocazione vera e propria nel mondo. Ho vagato quà e là (e ancora lo sto facendo) temporaneamente tra un porto e l’altro, ma per ora, di approdare definitivamente nemmeno l’ombra; E’ un continuo ricominciare da capo e l’ho fatto così tante volte che ormai non fa nemmeno più male. Ma di tutto questo “vagabondare” penso di aver colto un lato positivo che molti di quelli (fortunati) che hanno trovato un lavoro fisso e continuano a fare lo stesso da mò, è che noi siamo più “malleabili”: dove ci mettono, siamo in grado di adattarci perchè altrimenti soccombiamo. Non è confortante, ma a volte mi aggrappo a questa cosa, perchè arrendersi mai, anche se la voglia a volte è tanta.
    In bocca al lupo!
    Vale

    • Hai proprio ragione concordo su tutto e, se posso dirlo, sotto sotto questo vagabondare, fatto così e magari con qualche piccola certezza di potersi scegliere il percorso e continuamente migliorare, nemmeno mi dispiace poi troppo…. Sarò strana…. 🙂 in bocca al lupo a te!

  20. Ciao e GRAZIE! Ho passato le ultime 3 ore a leggere i tuoi post, ridendo e pensando…mano mano che andavo avanti la stretta allo stomaco che ho da giorni a causa dell’ormai amica/nemica disoccupazione (dal lontano 2011) si è allentata. Mi sono ritrovata nelle tue descrizioni e riflessioni e ho ritrovato molto di ciò di cui parlo spesso con altre persone nella stessa situazione. Ci tenevo a ringraziarti di cuore….trovare il tuo blog ha reso le cose meno pesanti e mi ha aiutato un sacco in questo momento! Complimenti per l’idea e per la realizzazione!

    • Grazie.. Grazie di essere passata, di aver investito tempo a leggermi e persino di aver lasciato un commento tanto gentile, grazie!
      Siccome ero stanca di piangere ho pensato almeno di far sorridere… 😉

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