E tu come stai?

Per un lungo periodo, giorni, mesi, e poi anni, a ripetizione ciclica, la gente mi ha posto la fatidica domanda: e tu, come stai?

Incrociandomi per caso per strada o venendo a cercarmi sui social, su whatsapp, sul messenger e coi messaggi, quando volontariamente ho cambiato le mie abitudini, i percorsi, proprio per non incontrare questa gente. Eppure loro, senza demordere, sono stati costanti.

Anche quelli che sono spariti quando avevo bisogno, sono magicamente riapparsi all’occorrenza, proprio per porre la fatidica domanda: e tu, come stai?

Sono stati costanti proprio nella loro volontà di ficcare il naso, spesso e volentieri nei periodi peggiori, e mai una volta che, invece, si siano presentati a gioire dei momenti migliori. Questo, purtroppo, lo considero un peccato capitale, figlio dell’invidia e della pochezza d’animo. Un male che ahimè affligge buona parte dell’umanità.

E quelle quattro paroline, “e tu come stai”, intercalate in maniera quasi casuale, ne sono una delle espressioni più becere. Avvolte in strati e strati di finta indifferenza, buonismo, un tocco di pietà verso i meno fortunati e quindi un tocco di auto-soddisfazione nell’essere così buoni e altruisti da pensare ai meno fortunati… le parole “e tu come stai?” sono fra quelle che odio di più, si era capito.

Il fatto è, vedete, che ritengo che il privilegio di chiedermi davvero come sto, e di avere una risposta onesta da parte mia, il racconto delle mie vicissitudini magari o un piccolo sprazzo di quello che è il mio vissuto interiore al momento, lo meritano solo in pochi e, per la precisione, quelli che c’erano.

Quelli che c’erano quando la risposta era “di  merda” così come quelli che c’erano quando la risposta è stata “alla grande”. Per non parlare di quelli che c’erano quando la risposta è stata, per mesi, anni  “tiro a campare, non lamentiamoci dai”.

Il privilegio, si.

Perché quelli come noi si sono stancati di spendersi per gente che non vale quanto loro, si sono stancati di essere tirati fuori dal cappello quando fa comodo, quando c’è da fare gossip o da pietire qualcuno per sentirsi migliore. Quelli come me sono andati avanti e si sono lasciati alle spalle tanta di quella merda, che ora non vogliono che quella merda li raggiunga. Non per sussurrargli all’orecchio con finto interesse “e tu, come stai?”, magari nella nutrita speranza di sentirsi rispondere “malissimo, e tu?”.

Personalmente, ho smesso di chiedere “e tu come stai”. Anche se ogni tanto ricado nell’ “allora, come va?” (e declinazioni simili tipo “come butta” o “Che si dice”), tento di evitare il “tucomestai”, è proprio più forte di me. Perché ci sono stata nel territorio del “tucomestaiiostodicacca”, e so come ci si sente.

Non è facile, ma con un pò di autocoscienza, il minimo di tatto che le relazioni con gli altri richiedono, e tanta umiltà ce la si può fare: chi vi stima, chi c’è stato, chi sa che ci siete stati per lui (o lei) comincerà a raccontarvi di sè indipendentemente dal fatto che gli chiediate o meno “e tu, come stai?

Anzi, vi apprezzerà per la delicatezza di non aver posto la domanda del cazzum che tutti pongono, alcuni con l’aggravante di non mai voler davvero sentire la risposta.

 

Annunci

16 thoughts on “E tu come stai?

  1. guarda a me raramente viene chiesto come sto..la gente VERA comprende più di me dai miei sguardi, dai miei silenzi, dai pensieri che lascio a sprazzi come dipinti su un muro…Le poche persone alle quali lascio la possibilità di chiedermi come sto..sono quelle che lo fanno, e ne sono consapevole, perché hanno capito… sanno già come va e voglio addentrarsi nella mia testa. Raramente rispondo a qualcuno che mi chiede come va a caso…perché so che è un cul de sac…e non mi importa….Ho fatto commerciale tanti anni … chiamavi la gente e chiedevi come va solo perché era un intercalare…e col passare del tempo ho capito che se vuoi sapere davvero “come va” per quella persona devi capirlo dal tono della sua voce o da quello che scrive… da come risponde…dalle cose che pubblica… allora si ..riesci a capire come va e lei nn ti ha detto niente…Allora si..tu ti tari sul mood giusto per regalarle una spalla, un sorriso…una carezza…

  2. Ciao, mi piace molto il tuo articolo e mi trovo d’accordo su tutto.
    Da quando io ho cominciato a rispondere alla domanda ‘ come stai? sono nella merda, senza un lavoro e non trovo niente, allora nessuno mi chiede più niente e le persone si allontanano da te..
    A presto

    • Beh è fisiologico.. Lo star male altrui viene considerato un po come essersi trasformato in gatti neri: la gente pensa che la sfiga sia infettiva e che trascorrere tempo in tua presenza li trascinò nel gorgo della disperazione, perciò ti lasciano solo.. Salvo tornare quando hanno bisogno o quando le cose ti vanno meglio. Non so tu, ma il rispondo sempre “benissimo mai stata meglio”… Almeno il gusto di lasciarli di merda quando si aspettano di sentire lamenti e recriminazioni. Problema loro se non ci credono poi…

  3. Avevo un capo che la mattina presto, in ufficio, ti invitava a prendere il caffè alla macchinetta. “Come va?” domandava. Magari capitava il giorno in cui t’era capitato qualcosa di grave e provavi a raccontarglielo. Dopo la prima frase, t’interrompeva e diceva: “Bene, ti volevo ricordare che oggi abbiamo la riunione…”
    Di questo è fatta certa gente. Di vuoto, di nulla. E di egocentrismo. 😦
    Ti abbraccio solidalmente (guarda caso ho pubblicato ieri qualcosa di non molto dissimile).
    Piero 🙂

      • Secondo me gli manca anche il senso della realtà… 🙂 come se vivessero in uno spazio riservato e inaccessibile dove tutto il resto del mondo non esiste…

  4. Penso anch’io che ormai il “come sati” o il “come va” sia solo una formula di cortesia, un convenevole, un accessorio della conversazione.
    A nessuno interessa realmente come stai, sono solo pochi quelli che lo domandano con sincero interesse.
    Personalmente io tendo a rispondere in modo sincero, ma ironico con le persone con cui ho confidenza e dico “una discreta merda, grazie”. Ad altri dico “potrebbe andare meglio”.
    Ma come vuoi che stia uno/a che non trova lavoro ormai da anni e che di questo passo mai ne troverà e che anche nella vita privata colleziona solo insuccessi?
    Bisognerebbe valutare prima chi si ha davanti e poi fare, eventualmente, la domanda.
    In casi come i nostri il “come stai” è veramente retorica.
    Io personalmente preferirei mi si chiedesse “qualche novità”? Ecco…almeno evitiamo di entrare nella sfera emotiva e rimaniamo in quella meramente fattuale, più facile da raccontare e da condividere e direi anche “meno imbarazzante” per il nostro interlocutore.
    Capisco anche la risposta di Sara nel dire che va tutto benissimo. Io questa risposta la riservo a chi proprio non merita di scoprirmi nella mia fragilità, anche perchè al 99% sarebbe del tutto incapace di comprendere o di entrare in empatia.
    Detto ciò, la domanda “come stai” se abusata, non mi è più gradita.

  5. Concordo.. Odio i finti buonisimi, i finti sorrisi, i finti visi di compassione…
    Sarà per quello che le vere amiche le posso contare sulle dita di una mano e loro si che mi hanno vista nelle peggiori condizioni e se loro mi chiedono “come stai?” So che lo chiedono perché davvero lo vogliono sapere.
    Sennò ci sono quelle persone che te lo chiedono solo per sentirsi orgogliose di essere migliori di te (a seconda della risposta che ricevono) ma io questa soddisfazione non la do a chi non sento da mesi o anche a chi non ha mai creduto in me ma ha sempre voluto lo stesso farsi i cavoli miei (o perlomeno ci ha provato diverse volte ma con scarsi risultati .. Diciamo nulli.. )

  6. Non avrei saputo dirlo meglio
    Non so se ti uccide di più la disoccupazione o i “come stai” gratuiti, specie se chi te lo chiede lo fa squadrandoti dall’alto in basso.
    Complimenti per il blog, ti seguo 😘

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...