Analisi del 2015

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 55.000 volte in 2015. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 20 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

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7 thoughts on “Analisi del 2015

  1. Ciao,
    Cercavo su Internet un suggerimento su come vivere con poco e sono giunta su tuo blog. L’ho letto tutto d’un fiato. Prima di tutto devo farti i complimenti, sei molto brava a scrivere, poi ti devo ringraziare, perche’ hai dato voce ai miei pensieri.
    Io sono una tua coetanea, sono senza lavoro dal Novembre 2013 (non e’ che facessi chissa’ cosa, ero un’addetta alle pulizie presso un istituto bancario che poi ha chiuso, ma per me era tanto) e non sai quanto mi ritrovi in tutto cio’ che hai raccontato.
    Sono oltre due anni che cerco, che mando curricula, che faccio domande (per ultimo il concorso di personale ata), ma niente di niente.
    Ho molta paura e ansia per quello che sara’ un domani, purtroppo sono sola, non ho ne’ un compagno ne’ dei figli, ho solo un genitore che, come ben sai, purtroppo non e’ eterno (mia mamma poi non e’ piu’ giovanissima).
    Quello che fa piu’ rabbia e’ che agli occhi degli altri sembra che sia tu a non avere voglia di lavorare, ci sono persone che mi domandano ogni giorno “ma tu ci andresti a fare la cameriera invece di mandarci gli extracomunitari?”
    Io ieri ci ho provato a chiedere un lavoro come cameriera. Sai qual e’ stata la risposta? Mi e’ stato praticamente riso in faccia. Motivo? Sono essenzialmente due:
    1) Ho trentasei anni (e la richiesta e’ di massimo ventinove anni , meglio ancora se carina cosi’ attira piu’ clientela. Questo vale anche per la barista e la segretaria).
    2)In Italia non e’ come in Inghilterra, Francia e Germania, se non hai esperienza non ti fanno fare nemmeno il lavapiatti, con la conseguenza che alla fine lavorano sempre gli stessi, perche’ se a una persona non gli dai l’opportunita’ di iniziare, come se la fa l’esperienza?
    Stesso discorso per una richiesta da parte mia che ho fatto in questi giorni per un lavoro di commessa, nonostante abbia esperienza mi sono sentita dire che ormai sono fuori eta’, che per me non c’e’ piu’ posto, che mi ci devo rassegnare.
    So che dalle altre parti d’Europa non e’ cosi’, so da chi ci ha lavorato che non ci sono tante discriminazioni (forse sbaglio, ma e’ cosi’ che io le intendo) sul mondo del lavoro come ci sono qui in Italia e la cosa dovrebbe farci riflettere, ma alla fine cio’ che rimane e’ che la colpa e’ sempre la tua, che sei tu che non hai voglia di lavorare, che il lavoro c’e’ ma sei tu che non lo vuoi trovare e tanti discorsi simili, fatti perlopiu’ da chi questa situazione non la vive, da chi si alza la mattina e ha il suo posto di lavoro bello e pronto, magari pure a tempo indeterminato.
    Ho mandato anche un curriculum come addetta alle pulizie (anche in questo caso ho esperienza), dopo un’ora mi hanno contattata dicendomi che prendevano in considerazione solo curricula con allegato una foto.
    Ho chiesto loro il motivo e mi e’ stato risposto che e’ richiesta la bella presenza. Per pulire i gabinetti, i vetri, i pavimenti e le scrivanie si ha bisogno della bella presenza? Perche’ si spaventano se a pulirli e’ una che magari ha avuto l’immensa sfortuna al giorno d’oggi di nascere bruttina o sfregiata o con gravi problemi di obesita’? Vengono meno puliti e splendenti? Non so tu come la pensi, ma li ho mandati a quel paese. Forse ho sbagliato, ma sono talmente satura che non ce la faccio piu’, credimi. A volte mi domando cosa ho fatto nella vita per essermi meritata tutto questo…
    E c’e’ un’altra cosa che mi fa piu’ male di tutti, il lamento continuo di coloro che io chiamo i privilegiati.
    Ieri mattina sono andata in biblioteca(amo molto leggere, ma purtroppo non posso comperare i libri e allora li prendo in prestito dalla biblioteca della mia citta’).
    Vicino alla bacheca degli annunci c’era una giovane donna. Avra’ avuto non piu’ di quarant’anni. Mentre affiggeva un annuncio aveva gli occhi colmi di lacrime. La donna in questione ha da poco perso il lavoro come suo marito. Hanno due bimbi piccoli e non sanno come andare avanti.
    Sono tornata a casa, ho acceso il pc e, tra le altre cose, mi e’ balzata agli occhi la foto di una mia conoscente che ha pubblicato su Instagram.
    Anche lei aveva le lacrime agli occhi. Sotto c’era la scritta:”Oggi e’ il 7 di Gennaio, le vacanze sono finite si ritorna al lavoro, mi viene tanto da piangere!”(piccola annotazione: la signorina in questione non va a pulire i gabinetti delle stazioni, non raccoglie i pomodori sotto il sole a quaranta gradi all’ombra e non pulisce il vomito e gli escrementi di poveri infermi, ha un posto di impiegata ben retribuito in un noto istituto di musica). Sotto la sua foto tanti commenti solidali: “Ah, come ti capisco”, “Dai, che poi passa!”, “Sto piangendo anch’io da stamattina e non riesco a fermarmi”.
    Nel leggere tutto questo in me e’ nata una grande amarezza(credimi, l’avreinpresa a sberle) sul constatare ancora una volta quanto la vita sia ingiusta, ci sono persone come me e come quella povera signora a cui non e’ stata data nemmeno la dignita’ di un lavoro, invece chi ce l’ha ci sputa sopra. Questa e’ la vita.
    Ti chiedo di scusarmi per questo mio lungo sfogo, ma tu sei una delle poche persone che puo’ capirmi, gli altri mi danno solo della depressa e della frustrata.
    Ti auguro un buon anno…spero tanto che possa finalmente portarci un lavoro, anche misero, ma che ci permetta almeno di pensare con un po’ piu’ di serenita’ al futuro.
    Io continuero’ a leggerti. 🙂 Grazie per avermi dato l’opportunita’ di poter partecipare.
    A presto, buon fine settimana. 🙂
    Simona

    • Cara Simona, ti capisco. Eccome se ti capisco. Capisco tutto quello che hai detto, piango con te e con la signora della bacheca (non con la poveraccia che dopo le vacanze deve tornare a lavorare buu buu buu – certa gente al giorno d’oggi si può definire solo poraccia, anche se mi fa pena perché parla senza sapere come è il mondo vero, là fuori, senza volerlo vedere-), e ti mando un grosso abbraccio e un in bocca al lupo per questo 2016, che non faccia caso alla bella presenza ma ti porti un buon lavoro.
      E ti ringrazio per essere passata dal mio blog e avermi raccontato un po di te.. Fa sentire meno soli, e sentirsi meno soli e’ sempre importante ecco.
      Grazie.
      GCD

    • Simona non sei sola. Io compio il mio primo anno da disoccupata il 31 gennaio. E sono sola come te, ma in più ho una figlia di sei anni.
      Non bisogna deprimersi anche se è difficile certe volte. Qualche mese fa ho conosciuto una signora che a 50 anni è rimasta senza lavoro ed era convinta che non avrebbe più lavorato. Invece ha avuto un colpo di fortuna e grazie a degli sgravi fiscali sui disoccupati “anziani” è stata assunta come contabile. E’ vero che qui si va avanti grazie alle raccomandazioni, ma bisogna sperare in bene altrimenti la depressione ti salta addosso.
      Io ho reagito facendo corsi gratuiti e tampinando tutte le agenzie interinali delle città vicine. Sono pure andata direttamente da Versace e Gucci perché pensare in grande non fa male a nessuno.
      In bocca al lupo.

      • Brava, mi piace la tua attitudine e mi piace la tua filosofia! In bocca al lupo anche a te e continua a sognare in grande: sognare, almeno, non costa ancora niente!

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