Lo spettro della disoccupazione

Lo spettro della disoccupazione, non ti molla mai.

Una volta che si è introdotto in casa tua, non ti molla più, davvero.

Non ci si aggira sferragliando catene, eh, intendiamoci, ma a passo felpato per i corridoi di casa, lanciando solo un urlo agghiacciante ogni tanto, quando solo tu lo puoi sentire.

ghost

Lo spettro della disoccupazione è egoista e dispettoso. Qualche volta, ti dà anche l’illusione di essersene andato, diciamo così, verso altri lidi. E invece no.

Se ne sta tranquillo rannicchiato in un angolo, e aspetta che tu abbassi la soglia di attenzione, che torni quasi a fidarti, a sperare.

E allora, torna da te. A batterti sulla spalla. A ricordarti: “ehi, io sono qui, non te ne dimenticare. Posso tornare ad appollaiarmi sul tuo letto tutte le notti alle 4, all’ora degli spettri, e tormentare il tuo sonno. Posso ballare la giga alle tue spalle mentre controlli i magri resti del tuo conto in banca, e l’enorme pigna di conti da pagare e le lettere di sollecito di Equitalia…”

Lo spettro della disoccupazione è un coinquilino infido e profittatore: si prende la parte migliore del letto, ti ruba le coperte, mangia il cibo migliore e ti lascia solo vuoti a perdere. Si nutre delle tue ansie, della tua insonnia, e odia il fatto che tu ti illuda di essere felice. Sistemata. O anche solo lievemente contenta di tè stessa.

Lo spettro della disoccupazione è come un acchiappasogni al contrario: attira la sfiga, più che scacciarla.

Perché è un compagno prepotente, che vuole tutta la tua attenzione.

È violento, e anche se non ti lascia segni tangibili sulla pelle, dentro fa strage di te: delle tue viscere, del tuo cuore, dei tuoi pensieri, delle tue speranze. Non lascia intatto nulla.

È un compagno crudele, che ti fa a pezzi ma ti lascia in vita.

Anche con un cuore spezzato, dopotutto, si vive lo stesso.

E che senso avrebbe infatti, finirti, e porre fine anche al suo divertimento?

dreamcatcher

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18 thoughts on “Lo spettro della disoccupazione

  1. Vorrei che lo leggessero quelli che in TV annunciano tronfi di aver recuperato 250mila posti di lavoro… per chi? Saranno i parenti dei cugini dei nipoti degli zii degli amici degli amici, forse…
    Per la miseria! Ma quando questo Paese deciderà di diventare davvero civile e di istituire come nei Paesi anglosassoni un serio network governativo che procuri occupazione?
    Mi dispiace davvero. Ma capisco anche che il mio dispiacere non ti cambia la vita.
    Ti abbraccio.
    Piero 🙂

    • Ma no, anche solo sapere di non essere l’unica a sentirmi così mi conforta. Altrimenti dovrei davvero pensare di essere io l’imbecille incapace..come tanti, fra le strutture governative e certi tipi di datori di lavoro, vorrebbero far credere….

      • La burocrazia che c’è in questo Stato è tra le più becere del Mondo intero. Perso il posto di lavoro, non vi è alcun ufficio che realmente prenda in carico il disoccupato. Sì, l’ufficio del lavoro registra, archivia, inserisce in un data base. E poi? Non vi è interazione con il mondo del lavoro. Solo una presa d’atto. Se il disoccupato richiede assistenza per sé o per la famiglia, deve andare poi a mettersi in lista presso il Comune di residenza.
        Ho dei parenti in Canada. A parte che il disoccupato VIENE COSTANTEMENTE CONVOCATO per ricevere nuove proposte, in caso non riesca a trovare immediatamente, scatta un programma assistenziale statale che prevede la riduzione dei costi delle utenze indispensabili e la dilazione dei pagamenti di tasse, insieme all’erogazione di un’indennità di disoccupazione.
        Ma di che cosa stiamo parlando?

  2. come sempre sei straordinaria nel “mettere per iscritto” ansie e pensieri che viviamo quotidianamente noi che entriamo ed usciamo dallo stato di disoccupazione: hai proprio ragione, non ti abbandona mai…è una persecuzione, ogni volta che abbassi la guardia, ti aspetta e ti colpisce più forte che mai! ma solo chi l’ha patito e subito ciò può capire, può capire cosa si prova ogni volta che si ricomincia e si ha sempre meno e energia e fiducia nel futuro….perchè questo è il problema: come si può avere ancora fiducia nel futuro? è come avere una relazione con una persona che ti ha tradito. Come continuare a crederLe? come credere che ciò che ti ha fatto soffrire non si verificherà più?

    • Non si può. La triste verità è che è come vivere con una emorragia continua di fiducia, energie e “voglia di crederci”, fino a che arriva il giorno che finisci tutto quello che avevi e ti resta solo di vivere sulla difensiva 😦

  3. Ciao Sara, ogni tanto passo di qui e con questo post sullo spettro della disoccupazione penso tu abbia proprio colpito nel segno.
    Anch’io, come molti, continuo a ricevere porte in faccia nel fortunatissimo caso in cui qualche caro selezionatore mi chiami per un colloquio. In otto mesi ne ho fatti ben tre, l’ultimo sostenuto la scorsa settimana e il cui verdetto è stato “è stata scelta un’altra persona” (ho dovuto chiamare io in azienda per sapere). Non conoscendo i criteri di selezione, non ho nemmno capito cosa non stesse bene al tizio che in 10 minuti mi ha colloquiata e che non era un HR, bensì un direttore vendite (la posizione era “receptionist” per un centro odontoiatrico privato).
    10 MINUTI.
    Può essere che avesse già scelto prima di vedermi, chissà. Io mi sono posta bene.
    Però….forse….c’è quella maledetta laurea scomoda….loro, in fondo, chiedevano un diploma in ragioneria…
    Oppure, in alternativa, ricevo la più totale indifferenza alle candidature.
    Forse c’è un piccolissimo spiraglio per il periodo natalizio, presso un negozio che però continua a rimandarmi i giorni di prova, quindi, in realtà, non ho ancora niente in mano.
    Ma non ho niente da ormai 6 anni…da quando mi sono affacciata (forse sarebbe meglio dire impantanata) nel mondo del non-lavoro.
    Lo spettro sarà sempre con me, temo…

    • Ciao Marta è sempre un piacere trovarti qui! (Lasciando stare gli argomenti ecco…)
      Oggi pensavo che forse dopotutto l’indifferenza è meglio di certe altre cose che capitano.. Me ne è successa una la settimana scorsa, brutta ma talmente brutta che mi ha fatto stare male per giorni. Fra qualche giorno ve la racconto e poi ci confrontiamo le cicatrici… 😦 intanto grazie che passi sempre…

      • Sì, capisco cosa intendi dicendo che, in fondo, sia meglio l’indifferenza.
        Se vieni convocato per un colloquio, riparte tutto il meccanismo delle illusioni, delle speranze, dici a te stesso “dai, che la ruota ha ripreso a girare dopo lungo tempo di ruggine”.
        Peccato che poi ti scontri sempre con la realtà: hanno scelto un’altra persona. E così ecco che arriva un altro schiaffone e fa male.
        L’indifferenza, invece, ti consente di raggiungere almeno un malsano equilibrio. Ti sintonizzi sulla frequenza del nulla e resti lì, in ascolto…zzzz….zzzz…e non ci credi più. Ma almeno non prendi lo schiaffone.
        D’accordo…restiamo in attesa del tuo racconto.
        Grazie a te per scrivere 🙂 un abbraccio

  4. Ho perso 3 ore della mia vita tentando di iscrivermi al portale Adecco. E non è che ha difficoltà uno con la terza media eh, ma il sottoscritto con laurea e due master. Primo tentativo, non prende i dati. Secondo tentativo mi riporta alla pagina di login e ricomincio daccapo. Terzo tentativo di compilazione, pagina in manutenzione!!!

    Cazzo, almeno avvisate in homepage!

    Ho anche tentato di chiamare la sede all’una di notte per vedere se rispondeva per caso un tecnico informatico lì presente. Per insultarlo, intendiamoci. Perchè uno, preso dalla follia, arriva anche a questo: usare le parole come proiettili cal.9.

    Non lo so, ultimamente sto ricevendo un sacco di dispiaceri. Ho anche tentato di farmi un esame di coscienza per capire se posso aver fatto del male a qualcuno in passato e magari me l’ha tirata, ma dietro di me non vedo vittime.

    Almeno per me, sfiga a parte, è estenuante non tanto la ricerca di lavoro o l’aggiornamento del CV, quanto il fatto che è un processo che richiede cura per OGNI fottuta azienda… perchè OGNI fottuta azienda ha il suo portale specifico. Non esiste un cazzo di standard che sia uno e quindi becchi l’azienda cui basta inviare il CV tramite e-mail e l’azienda che ha il sistema informatico A, poi quello B, poi ancora C, poi il sistema in outsourcing ecc. e che cazzo!

    Linkedin serve quasi a una sega. L’application riporta comunque ai portali di recruiting delle aziende. Quindi mi sembra di capire sia quasi soltanto una vetrina.

    E’ estenuante.

    • Massima stima e comprensione da parte mia. Stessi improperi anche, versato quotidianamente davanti al sito di turno… Perché poi adesso che siamo nell’era del internet nessuno ti vuole più incontrare… Troppo sbatti, troppa fatica…

      • Mi diceva giusto ieri una mia amica che ha sostenuto un colloquio via Skype, nell’abitacolo della sua macchina.
        Lei a Milano, l’azienda a Monza. Monza eh…non New York.
        A proposito di “troppo sbatti”.
        Ma almeno l’hanno vista.

      • Ahaha vaneggi incredibili. A me non mi hanno voluta vedere (io a milano loro a milano) perché “basta con questi noiosi colloqui old school di assessment in cui non capisci le qualità del candidato che hai davanti…” Certo. Certo. Domani esce il post così scoprirai invece del colloqui cosa hanno chiesto. Stemerde (in francese)

    • Come ti capisco….
      Solo per curiosità: quanti anni hai e che titoli di studio? Così…tanto per capire quante risorse preziose sono miseramente ignorate in questo paese…
      Ciao e in bocca al lupo per tutto!

  5. Lo spettro della disoccupazione sta bussando anche alla mia porta, perché dopo dieci mesi di ricerca, neanche un colloquio fatto e l’assegno di disoccupazione che sta per scadere, comincio a vedere un futuro nero. Cerco di tenere la porta ben chiusa, ma ho paura che se va avanti così dovrò per forza aprila per uscire, perché non potrò permettermi più di pagare l’affitto…

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