Dalla disoccupazione alla Troppocupazione

Onestamente, vorrei potervi dire che non so come ho fatto a finire dalla disperazione della disoccupazione all’esasperazione della Troppoccupazione (con tutte queste allitteraZIONI poi!), ma in realtà, lo so anche fin troppo bene.

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È uno degli effetti collaterali della disoccupazione, la troppoccupazione, sapete? Uno dei peggiori.

È che finisci per sforzarti talmente tanto di trovarti un nuovo lavoro, e ci provi e ci provi, e il tasso di disperazione aumenta esponenzialmente, che quando “per caso” lo trovi, il benedetto nuovo lavoro, finisci per accettare qualunque cosa. Anche le clausole scritte in piccolissimo su quel contratto inesistente che però hai firmato col sangue.

Roba del tipo i 10 comandamenti del disoccupato:

  1. Non avrai altro Dio all’infuori del lavoro. Qualsiasi lavoro. A ogni costo (e prezzo)
  2. Onora il padre, la madre e il lavoro
  3. Non fare ferie, il lavoro è più importante
  4. Non chiedere assicurazioni sul lavoro, sei già una risorsa che costa troppo così come sei

Etc etc.

E così, siccome notoriamente il periodo di ferie “degli altri” è il periodo d’oro per il disoccupato, sottoccupato, frelanceoccupato, e per quelli che non hanno lo “sponsor delle ferie” (alias “pagailpapi” o “pagaCicci”), ecco che ti ritrovi d’un tratto, magicamente, troppoccupato.

Troppoccupatoo a spalare la m..degli altri, troppoccupato a sostituire le risorse “assenti giustificate”, troppoccupato a risolvere le emergenze dell’ultim’ora (che due giorni prima che gli altri andassero in ferie, casualmente non erano problemi tuoi, né emergenze), e così via.

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E non è nemmeno un fenomeno esclusivo dovuto alla disoccupazione, capiamoci: ci sono troppoccupati del tipo A, i disoccupati che vengono impiegati come tappabuchi ne sono un esempio lampante, e troppoccupati del tipo B, in cui rientrano tutti quelli che, con contratti “sicuri”, si lamentano ad esempio di dover lavorare i sabati e le domeniche nei centri commerciali per soddisfare il bisogno di shopping di chi non va in vacanza e, contemporaneamente, tappare le vacanze dei colleghi in ferie. Vittime sacrificali del “non c’è budget per assumere più risorse”, i troppoccupati del tipo B  si trovano (antropologicamente interessante, nevvero?) nella stessa situazione dei troppoccupati del tipo A, assunti per un mese di “prova” e poi scaricati come merce avariata, oppure  allettati da commesse improvvise che in realtà erano solo fuochi di paglia.

Badate bene, non mi sto lamentando eh, anzi.. avercene di mesi di troppoccupazione almeno 12 -13 l’anno!

Sto solo costatando un fatto. Esponendo un pensiero delle 4 di notte, balenatomi in testa mentre cercavo di risolvere mentalmente il problema del giorno dopo.

Capita anche a voi?

Di risolvere mentalmente i problemi delle 4 di notte, e di troppoccuparvi nella sostituzione di quelli che… vannoinvacanza?

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