Possiamo essere disoccupati e felici? Io dico di si, in 15 mosse…

Qualche giorno fa ho letto sull’Huffopost un articolo che mi ha divertita molto, e mi ha dato da pensare. Parlava delle 15 cose che le persone felici fanno in maniera diversa.

L’ho letto perché, tutto sommato, mi considero una persona felice, e la quantità di “persona felice” che ancora non sono la vorrei cambiare con tutte le mie forze.

L’ho letto e mi ci sono ritrovata tantissimo, voglio dire: ho qualche problema solo con un paio di punti, per il resto è la mia esatta e precisa filosofia di vita.

Molte cose ho imparato a farle negli ultimi anni, in quelli della disoccupazione,per intenderci: giusto per dirne una, il “lasciar andare”, ma anche il prendere le piccole cose buone della vita e gioirne, voi lo sapete. Voglio dire, ve lo racconto quasi tutti i giorni (quelli buoni).

La disoccupazione è una gran maestra di vita, non si può negare: prende le tue peggiori paure e ti costringe a conviverci. O impari e cambi, o ti arrendi e.. diventi miserabile, sempre arrabbiato col mondo e con te stesso, ti lasci rimpicciolire e, alla fine annientare. Per me questa non è mai stata un’opzione, perciò certo che sono cambiata, e l’ho fatto anche volentieri, se proprio ve lo devo dire.

Così, questo post mi ha dato da pensare: “e se scrivessi lo stesso post, adattando queste 15 cose a chi vive nella disoccupazione?” mi sono detta, e così eccomi qui a provarci.

Perché in fondo in fondo, voglio essere una disoccupata “tutto sommato” felice, sapete? Datemi della sciocca, ma è così.

choose-to-be-happy

 

1. Le persone felici sono consapevoli di ciò che le rende felici e di cosa no, e impostano la propria vita di conseguenza.

D’accordo, posto che la nostra somma felicità da disoccupati sarebbe trovare lavoro.. ci impegniamo effettivamente ogni giorno per farlo. Trovare lavoro intendo. Ma non ci farebbe male anche lavorare sul “Resto” della nostra vita: trovare obiettivi alternativi, diversi, più modesti ma anche più raggiungibili… giusto per allenarci sul punto 1, no?

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2. Le persone felici imparano dai propri errori e dalle difficoltà che superano.

Facile anche questo:  se non lo abbiamo imparato noi disoccupati voglio dire.. noi licenziati perché stavamo sulle palle, noi non assunti perché abbiamo sbagliato “qualcosa” al colloquio, nei giorni dello stage/apprendistato/periodo di prova, noi che semplicemente “siamo” sbagliati e cerchiaamo in tutit i modi di capire dove e come cambiare… dovremmo essere le persone più felici del mondo.

Se solo sapessimo da dove cominciare!

3. Le persone felici non badano a quello che gli altri pensano di loro.

Tranne che nel caso dei colloqui di lavoro, quando stiamo li a scervellarci e passiamo la maggior parte del tempo a cercare di infilarci nella testa del nostro interlocutore… si, noi disoccupati abbiamo imparato a fregarcene altamente. Vittime di uno dei giudizi più pesanti che potessero colpirci (il “chissà perché non trova ancora lavoro, avrà sicuramente qualche magagna nascosta”), ormai il giudizio altrui ci fa un baffo. Perché abbiamo capito che è una stupidaggine, che ci sarà sempre qualche sciocco che non sa di cosa parla, ma parla. Abbiamo capito che siamo vittime di giudizi arbitrari anche quando non lo meritiamo, e che il mondo non cambierà mmai da questo punto di vista.

Perciò siamo cambiati noi, e abbiamo imparato a fregarcene. Bravi, siamo un tantino più felici di chi invece sta ancora lì a preoccuparsi!

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4. Le persone felici sono grate per quello che hanno.

E se non siamo grati noi di quel poco che abbiamo e che abbiamo la precisa, perfetta consapevolezza di come e quanto in fretta possiamo perdere anche quello, chi lo è? Non c’è persona che si alza più grata di me per il tetto che ho ancora sulla testa, per il pane che ancora posso mettere in tavola, per qualche vizio che ancora posso permettermi, per quel lavoretto che riesco a racimolare ogni tanto, per il sole quando splende e le giornate buone quando arrivano… insomma, punti felicità anche qui, presi.

E se non sono presi, impariamo a prenderli, che la vita è breve e già amara di suo senza che ci mettiamo anche noi stessi a complicarcela.

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5.Le persone felici non provano ad accontentare tutti.

È un obiettivo impossibile, perciò le persone felici non si stressano troppo nel cercare di raggiungerlo.

Ecco, questo dovremmo imparare a farlo. Noi che ci sbattiamo di giorno in giorno per essere il “lavoratore modello”, quello che tutti cercano, quello che tutti vogliono, o dovrebbero volere. Noi che la sappiamo diversamente, questa storia, dovremmo semplicemente essere noi stessi, e andare avanti da quello. Se gli altri non sono contenti di noi è un loro problema, e comunque non cambieranno mai, per quanti sforzi facciamo. Non andremo mai bene. Non saranno mai contenti.

Sono proprio fatti così.

6. Le persone felici non si preoccupano delle cose che sono al di fuori del proprio controllo.

Ecco, quello che dicevo sopra: cambiare chi ci sta attorno, come pensa, come vede le cose, come vanno le cose, è impossibile. Non dipende da noi, che già a volte facciamo fatica a cambiare noi stessi!

Francamente io mi sono stufata di combattere contro i mulini a vento, voi no?

Certo, qualche crociata la porto avanti ancora, e non riesco a resistere se qualcuno mi chiede aiuto (anche se il più delle volte ci devo mettere del mio e la delusione è quasi scontata), ma cos ci volete fare, non ho detto di essere perfetta 😀

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7. Le persone felici sanno come liberarsi dalla rabbia.

“Come dice un detto, tenersi dentro la rabbia è come bere del veleno e aspettarsi che muoia qualcun altro. Gli unici a farsi del male siamo noi”.

Sagge, saggissime parole.

I siciliani hanno un detto: “futtitinni e nun te fari futtiri” (fottitene, e non ti far fottere), serve che vi dica altro? Hanno ragione pure loro, e basta.

Alle volte mi arrabbio ancora anche io, ma molto molto meno di qualche anno fa, ad esempio. Dura molto meno, e poi me la faccio passare. Cammino, magari mi mangio un gelato o mi concedo qualche altra coccola, e ..lascio andare.

Lasciar andare è la cosa più furba che io abbia mai imparato a fare, credetemi.

8. Le persone felici sanno di non essere il centro dell’universo.

Anzi, sanno di contare meno di zero.

Quindi, non può essere colpa nostra come vanno le cose, o come si comportano gli altri. Punto, ci siamo tolti un peso: la colpa dell’intero andamento del mondo sulle nostre spalle. Che liberazione.

9. Le persone felici non fanno le vittime.

A tutti capitano cose brutte, a noi disoccupati ne capitano di più. Volendo lasciar stare la gara a “chi gli è capitata peggio”, noi disoccupati passiamo oltre, se ne abbiamo le palle. Abbiamo capito anni fa che piangerci addosso è inutile, che nessuno ci aiuterà se non saremo noi i primi a fare qualcosa (invece che piangere) e che anche in quel caso.. nessuno ci aiuterà lo stesso.

Personalmente, sono diventata intollerante ai piagni piagni. Li trovo più inutili dei gatti di marmo, e decisamente più antiestetici.

E poi che palle, non c’è niente di peggio di sentirti venire a piangere addosso qualcuno che non ha problemi “reali” nella vita: un lavoro ce l’hai (e non ti va mai bene), a fine me se ci arrivi (con le scarpe di Prada ai piedi), hai una bella famiglia (anche se ti rompe i maroni starci assieme), ma che vuoi da me?

Aria, aria, circolare piagnoni, via di qui!

10 . Le persone felici si circondano di persone positive.

Vedi i piagnoni. Ma anche i profittatori e le merde varie che ci sono rimaste attaccate finchè gli ha fatto comodo.

Se c’è un lato veramente positivo della disoccupazione, è che ti spoglia davvero di tutto, anche della marmaglia che pian piano, quando vede che non puoi dare più  niente, trova le mille scuse per mollarti lì. O si palesa per quello che è, gente morta di fame della peggio specie, e allora sei tu ad accompagnarli cortesemente all’affanculo.

Che liberazione!

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11. Le persone felici hanno uno stile di vita sano.

Ecco, magari noi disoccupati non mangiamo e non dormiamo proprio benissimo, però con il tempo libero che abbiamo qualche buona abitudine possiamo prenderla: usciamo all’aria aperta, andiamo a camminare, prendiamoci più cura di noi stessi!

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12. Le persone felici non sono così ossessionate dal guadagno da dimenticarsi di vivere.

Noi disoccupati e il guadagno ahahah due entità che vivono su dimensioni parallele, destinate a non incrociarsi mai. Problema risolto.

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13. Le persone felici non rimuginano sul passato.

Si, questo è uno dei punti dolenti: noi disoccupati invece ci rimuginiamo sul passato, eccome! Siamo sempre alla ricerca di quell’illuminazione che ci possa dire “dove abbiamo sbagliato” e che ci aiuti quindi a capire cosa possiamo fare per il futuro. Siamo arrabbiati e delusi, tristi e pieni di rancore, ed è difficile lasciar andare questo fardello.

Ma ce la possiamo fare, con il tempo, io ci credo.

14. Le persone felici non perdono tempo a confrontarsi con le altre persone.

Ecco, anche questo un po’ lo facciamo noi disoccupati eh… un filo di invidia per chi ha di più (un lavoro, una bella famiglia mantenuta bene, quelle mille cose che non ci possiamo più permettere)… ci scatena la rabbia vedere l’ingratitudine di queste persone, e ci amareggia vedere che magari, anche se sono nostri “amici” o ci sono vicini, non riescono a comprendere cosa significhi essere nei nostri panni (o desiderare di essere nei loro).

La strada per essere felici è costellata di buone intenzioni, e questa è una di quelle.

15.Le persone felici sono propositive.

“Le persone felici non credono che il mondo gli debba qualcosa. Di conseguenza sono propositive e sanno di dovere lavorare per ottenere quello che vogliono dalla vita”: e questo mi sembra il miglior riassunto alla voce “disoccupato” che possiamo mai trovare in giro.

Del resto l’ho già detto: se non ci rimbocchiamo le maniche noi, noi che abbiamo già grattato il fondo e poi cominciato a scavare, noi che abbiamo perso tutto e ogni giorno cerchiamo di riconquistare qualcosa con sacrificio, e a caro prezzo, noi che ci reinventiamo come manco un camaleonte sull’arcobaleno… se non siamo capaci di fare questo noi disoccupati, chi altri potrà?

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E sapete cosa vi dico? Con 13 punti su 15 “sfangati” egregiamente, posso dire di essere davvero vicina ad essere una persona disoccupata felice… e tutto ciò mi riempie di orgoglio.

Tanto che aggiungerei un punto 16. Le persone felici sanno gioire dei propri traguardi raggiunti, qualunque essi siano.

 

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27 thoughts on “Possiamo essere disoccupati e felici? Io dico di si, in 15 mosse…

  1. Che magnifico post! Mi hai fatto commuovere e sorridere. Vorrei imparare a essere felice anche così… da ‘stranamente occupata’… ma a volte mi sembra di non farcela. In certi giorni penso di essermi arresa, mi sento arrabbiata, frustrata, rimugino sul passato, mi incolpo delle mie scelte, divento orribile e insopportabile. Cosa ancora più oscura: mi interessa di cosa pensano gli altri, tutte queste persone perennemente indaffarate che mi sembra mi giudichino (male). Leggerò questo post in QUELLE giornate.
    La disoccupazione mi ha cambiata tantissimo, mi ha accartocciata, ma mi ha anche fatto “rinascere”; vedo la vita in modo diverso, vivo finalmente la mia vita e le persone che amo, mi alleno quotidianamente a essere una persona felice e oggi lo sono anche grazie al tuo post! Un abbraccio 🙂

    • che belle le tue parole Ilse! E non credere che non capitino anche a me le giornate così… certo che mi capitano, anzi! rimugino, e mi incolperei se solo riuscissi a capire dove ho sbagliato… continuo a trovarmi in questa situazione, a sbattere il muso, a trovarmi in altre anche peggio, e non so mai se la colpa è mia! (a dire la verità, la cosa che mi fa arrabbiare è che sembra che la colpa non sia di nessuno, e che quindi nessuno abbia la soluzione o la voglia/possibilità di cambiare le cose: perchè le aziende non assumono? perchè non pagano il giussto? perchè non si prendono il rischio di scommettere su di te anche se sei un cavallo vincente?^ perchè ormai preferiscono usare solo stagisti stagisti stagisti? perchè perchè perchè….)
      Ci sono i giorni così, certo, quelli pieni di perchè.
      Ma per dormire almeno un pò la notte, qualcosa dobbiam pur fare… illudiamoci di poter essere felici e, qualche volta, “siamolo”!
      Un abbraccio a te 🙂

  2. Pingback: 15 motivi per cui le persone sono felici grazie a noi gatti | LaGattaBigia

  3. Che bello questo post, sono proprio d’accordo con te. Adattarsi, accettare e amare sono le mie tre A…e niente come la vita da disoccupata mi dà l’opportunità di metterle in pratica, apprezzando le piccole cose, come le foglie che iniziano a cadere (ed io che ci scivolo puntualmente sopra, dato che viaggio col naso per aria…). Basta essere così severi con sé stessi, che palle. Come dici tu, non possiamo permettere che la nostra autostima dipenda dall’opinione di qualcun altro (solitamente dotato di un qi dall’imbarazzante all’inesistente), basata su parametri totalmente arbitrari… La vita mi ha dato l’occasione unica di avere il tempo per conoscermi veramente, per leggere, per sognare…certo dovrò pur mangiare, ma qualcosa mi inventerò. Quindi non sono disoccupata, sto solo aspettando un’idea geniale.
    Grazie perché ci sei sempre a darmi nuova carica.

    • no mia cara grazie a TE! ti citerò molto sspesso, con il tuo “un qi dall’imbarazzante all’inesistente”… credimi, questa la faccio mia perchè è troppo vera. tristemente.
      ma come dicevamo, bisogna gioire delle piccole cose, quindi anche una nuova citazione da usare mi mette allegria 😀 così come il pensiero delle foglie che cadono e di noi che ci scivoliamo sopra per via del naso perso all’insu 😀 un abbraccio e buon weekend!

      • Buon week end anche a te!! Ti cedo tutti i diritti, anzi sono felicissima di contribuire! Comunque è evidente che “certa” gente non saprebbe nemmeno come andare a capo con certe parole, figuriamoci capirle! Del tipo “tranquillo, puoi tornare sul tuo albero adesso…” oppure la mia favorita: “perché non vai a giocare là, vicino a quel bel tombino aperto?” Sarebbe ora che la smettessero di guardare solo le figure…ti abbraccio!

      • Ahaha io sapevo “perché non vai a giocare la, vicino a quella doppia riga bianca continua ??” 😂😂😂 ma si, non ci curiam di loro, ma guardiamo e passiamo 😉

  4. Ciao Sara,
    è da molto che non commento, ma di tanto in tanto entro ancora nel tuo blog.
    Precaria dal 2009, ovvero da quando mi sono laureata, disoccupata effettiva dal 2012, il mio tentativo di reinventarmi e di cercare la felicità è stato aprire un negozio di merceria, intimo e biancheria per la casa (grazie all’aiuto della famiglia, ovviamente). Cambiare totalmente direzione, cambiare città (anche se è una mia seconda casa da sempre), fare tutt’altro rispetto a quanto fatto in passato.
    Dopo una bella partenza inaspettata nei mesi estivi e un bello stimolo positivo (effetto novità???), ora è tutto immobile.
    Le giornate passano lente con pochi clienti o a volte nessuno. Molti ritornano, ma sono sempre le stesse persone. Le poche fedeli.
    Questo progetto era stato studiato, seguito da esperti (o presunti tali) e pubblicizzato, non è stata una cosa campata all’aria o un capriccio perchè a casa mi annoiavo, ma evidentemente qualcosa non sta funzionando.
    Credo siano diversi fattori sui quali non posso intervenire e che se persisteranno mi porteranno a chiudere in quanto le spese quotidiane sono sempre molte e mi braccano inesorabilmente.
    Concordo sul fatto che la felicità si trova nelle piccole cose, che dipende molto da noi, dal nostro atteggiamento, dalla nostra capacità di saperla trovare anche dove sembra non essercene traccia, ma mi chiedo perchè ogni passo che muovo non mi porta ad un risultato positivo.
    Alla fine sono rimasta precaria benchè mi sia creata un lavoro. C’ho provato, va bene, ma non sta andando come previsto e io mi vedo ancora lontana dalla tanto agognata felicità che, forse, non sta nemmeno nell’avere un lavoro.
    Un caro saluto a te e a tutti i followers!
    M.

    • Cara Marta, grazie delle tue parole e di avermi raccontato la tua storia che, devo dire, tocca un po anche le mie paure e la mia esperienza personale. È vero, è tanto difficile, e la cosa peggiore è proprio non vedere premiati (se non con difficoltà sempre maggiori) i nostri sforzi. Di tirarvi fuori, di crearci un posticino, piccino e senza pretese ma che ci permetta di vivere dignitosamente. Io non so davvero cosa dire, alle volte non so nemmeno più con chi prendermela: col destino, me stessa, la politica.. Boh. È alimentante, è sconfortante, non poterci fare niente.
      E non ti dirò nemmeno i soliti non mollare e pacchianate lavavoscienza che la gente che non sa ti dice. Ne hai già sentite abbastanza.
      Ti mando un abbraccio, ti sono vicina anche se magari lontana geograficamente.
      Sa

      • Non ti ricordi di me, ma sono la ragazza di Novara che ogni tanto ti ha scritto anche via mail 😉
        Eh, nemmeno io ho più parole. Dopo questa carta non so più cosa giocarmi!
        Un abbraccio anche a te!

      • mi ricordo di te ora che me lo dici! Il tuo user mi esce come un anonimo “Marta” e così non riesco a riconoscerti, uffi 😦
        io, veramente, al di la di quello che mi sforzo di dire sul blog (perchè mi sforzo, non credere, perchè mi rifiuto di permettergli di accartocciarmi e zittirmi, dal tante che me ne fanno e che mi conciano blu ogni giorno) non ho davvero più parole. non vedo la fine, non trovo un senso, non trovo la forza. alla fine di ogni pensiero c’è un sospiro e un “Boh, non so, davvero, non so più” 😦
        ciao amica di Novara, ciao… 😀

  5. Ciao 😊 ho appena letto questi 15 punti + 1 speciale. Sono una ragazza di 20 anni e ovviamente sono disoccupata ahaha.. vorrei tanto ringraziarti per tutti questi punti sono come una specie di salvezza per me. Devo tenerli ben in mente se non voglio finire nel buio e triste, soprattutto perché io non lo sono affatto! Sono solare e quindi Felice! Grazie mille di nuovo ♡

    • sono io che devo ringraziare te… ogni volta che qualcuno mi “scopre” o che trova conforto/un senso in quello che scrivo, è un punto in più che si aggiunge alla lista della mia felicità 😀 e allora: grazie!

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