Per non dimenticare

come  ci si sente

che non siamo soli

che fine possiamo, ma NON DOBBIAMO fare, se ci lasciamo sconfiggere da questa m..

Non ho parole, e nemmeno so perchè mi fa tanto arrabbiare questa “ennesima” notizia che ormai, tristemente, non ha molto di “nuovo” nè di “diverso” da tante altre. Però oggi è così.

A voi lascio da leggere l’articolo originale:

“Non si può vivere nel baratro”, si è uccisa l’operaia che aveva detto no al suicidio (Corriere della Sera)

 

 

 

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21 thoughts on “Per non dimenticare

    • Ah beh ottimo per sfoltire le masse a carico Inps & co perché non ci abbiamo pensato prima. Potevamo pure candidarci con questo programma qualche voto lo pigliavano..

      • Ciao!
        Veramente una vergogna…mi dispiace tanto. Però una cosa vorrei dire, è inutile pensare che gli operai tornino ad essere quelli di una volta. Se lo stesso lavoro lo può fare un cinese quasi gratis e senza i sindacati, tutte le aziende si trasferiranno lì prima o poi. E un po’ colpevoli lo siamo tutti, perché vogliamo comprare le cose che costano poco (va beh di questi tempi). I disoccupati e i cassaintegrati potrebbero sfruttare meglio la risorsa che hanno in abbondanza e gratuita: il loro tempo. Prendano in mano un pc e si facciano un’istruzione “operativa”, atta cioè a trovarsi un nuovo impiego o a mettere in piedi loro qualcosa. Si sforzino di cambiare mentalità.Tanto siamo o saremo tutti sulla stessa barca. Ma mai deprimersi o mollare il colpo.
        Secondo me dovresti Twittare l’articolo a Renzie, perché queste cose nel nostro paese non devono più succede!
        Simone

      • ah ma sono sicura (anzi un po spero) che Renzie legga il Corriere… ma in ogni caso: la vedo come te sul non cedere, e assolutamente sul cambiare mentalità.
        Quando hanno messo me in cassa integrazione, li ho mandati a quel paese in due mesi e mi sono dedicata alla mia nuova formazione, ho cambiato strada, lavoro, sogni, e ora sto vedendo i risultati. c’era gente nella mia stessa procedura che non ha alzato un dito. il pensiero di fondo era: il mio posto di lavoro c’è ancora a fine cassa integrazione, e nessuno me lo può levare.
        Sono rientrati al loro posto di lavoro, e credo che siano entrati dopo pochi mesi in una nuova procedura. forse li hanno anche licenziati, alla fine (perchè ormai il “nessuno me lo può levare” non esiste più, in cche film lo avete visto!).
        Se questa è vita, dico alla gente così, vivetevela voi, io non ci sto.
        Riconosco però che c’è anche della difficoltà, soprattutto dopo una certa età, a vedersi togliere la terra da sotto i piedi e sentirsi dire che devi cambiare, per forza. c’è anche chi non ce la fa, per età o perchè gli manca la voglia (o anche perchè è svogliato e abituato alla pappa pronta eh, ci sono anche quelli) e non me la sento di non capirlo.
        Forse è questo che mi fa più rabbia. Perchè io in fondo ce la posso fare, ho le spalle larghe e la voglia di tirarmene fuori, ma… chi non ce la fa?
        Gli mettiamo una pietra sopra e via?
        (e detto dalla persona più egoista di questa terra, mi faccio un pò ridere… ma non so, è una cosa che non mi quadra, ecco. che non mi piace aa livello viscerale)

      • Io sono uno di quelli che vorrebbe sempre cambiare.
        Fosse per me farei un lavoro diverso ogni mese.
        Perchè, allora, non trovo lavoro?
        Perchè mi chiedono sempre questa stramaledetta “esperienza pluriennale”?
        Perchè devo considerare i lavori precedenti quasi come un atto d’infamia, da portare come un peso perchè LORO pensano che non sappia fare altro?

      • La cosa ancora più triste e’ che a chi ha alla stramaledetta esperienza pluriennale dicono di no perché ne ha TROPPA per il lavoro che stai chiedendone che loro si vergognerebbero di darti – con tutta quella esperienza (misteriosamente e’ sempre troppa, ma non ce una scala Mercalli dell’esperienza a cui fare riferimento??? Così per sapere…e mentire di conseguenza)

      • Ahaha però intanto
        Mi hai fatto venire un’idea: adesso mi preparo un cv nuovo, dove la gran parte delle esperienze precedenti sono censurate (sto pensando addirittura di mandarlo cartaceo con delle finestre ritagliate in concomitanza di nomine date, e anche qualche job description) sullo stile di certe lettere dal fronte finite nelle mani della censura tedesca
        Così, per farmi due risate

      • In effetti quel proseguo tocca un tasto a me caro. Ormai prima ancora di sedermi a un colloquio (quasi) il mio incipit e’ a brutto muso: “non ho la partita IVA, non lavoro gratis o senza contributi, non chiedetemelo neanche. Che faccio resto e continuiamo?”
        Giuro. E’ così.

  1. e’ veramente triste. Ho anche appena sentito l’intervista a una signora che non ha luce ne acqua in casa perché non può pagare. Non hanno lavoro, sono in tre e ogni mese in casa entrano solo 83 euro!!!! Vergogna….e i politici cosa pensano e discutono? logico..il loro bel stipendio c’è l’hanno!!! Non ho un lavoro neanch’io come taaaaaaanti e cerco di trovare una soluzione alternativa, sopratutto perché ho due figli piccoli, ma è veramente difficile…dobbiamo tirare avanti e cercare sempre nuove alternative , non lasciare che le preoccupazioni e la depressione ci portino a situazioni come queste. Dobbiamo provarci noi….con i politici non possiamo contare!!

    • ormai più andiamo avanti piu mi sembra che diventiamo il propotipo dell’italiano medio, quello che si arrangia a fare di tutto un pò così, per tirare avanti la giornata. i nostri nonni avevano meno di noi, ma si sono costruiti case e famiglie sopra la loro volontà di lavorare, in quasi qualunque condizione e con la buona volontà, e tuttavia noi non ci riusciamo perchè, a differenza loro, non abbiamo a che fare con “padroni” che accettano di pagare per un lavoro che viene fatto, ma con gente che da per scontato che il lavoro sia fatto come “piacere”, e perciò gratis, per la gloria, o poco pagato.
      i politici, e sta gente, devono morire, mica la brava gente che vuole solo lavorare per un adeguato consenso. e perdonami la cattiveria, ma è così.

      • Non puoi immaginare come ti capisco! Io ho visto mio marito fare tanti di quei lavori negli ultimi 4 anni ed il pagamento? Boh!! A volte si, a volte no…ma i proprietari si prendevano i loro stipendi con tanti zeri e avevano il coraggio di dire che la ditta stava andando male!!! Io purtroppo non ho tante alternative, essendo mamma senza nessuno che mi tenga i bimbi, diventa difficile.. ma mi ricordo ancora qualche annuncio per lavorare da casa (lavori creativi) in cui addirittura mi chiedevano di pagare all’inizio e dopo mi avrebbero dato lo stipendio….ehhhhh??? pensavo che era uno scherzo!! Adesso sono da sola in Italia, perché mio marito ha dovuto andare a lavorare all’estero…e mi sa che prima o poi mi toccherà scappare con i miei figli dall’Italia..ed è un peccato perché l’Italia ha un potenziale enorme, ma con i politici che ci circondano…..!

      • hahahperdonami se rido ma in questi due anni e passa anche con me ci hanno provato in tanti con la splendida proposta di lavorare da casa con un piccolo “contributo iniziale”. Sia gente seria (che ti chiedeva di trasferirti a spese tue etc) sia gentaglia (le varie catene di venditori porta a porta etc.). A tutti quanti ho riso in faccia e li ho mandati a quel paese. se ci devo mettere di tasca mia, sto a casa a grattarmi grazie.
        ps. ti piacerà il mio articolo di domani allora… ho parlato di tutte queste cose! (padroni che non pagano ma vanno in giro con la mercedes compresi)! E senza neanche saperlo prima che ne avremmo parlato oggi io e te 😀

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