Petizione a sostegno dei disoccupati over 35

petizione-disoccupati

Oggi mi hanno segnalato una cosa di cui sono qui a parlarvi subito, poiché mi sembra molto interessante. E anche perché mi rende orgogliosa il fatto che questo blog possa attrarre il tipo di attenzione giusta, quello per cui le persone trovano piacere a visitarlo non solo per passare qualche minuto in una lettura, seria o intrattenitiva che sia, ma anche per trovare informazioni, spunti, idee per il quotidiano, e per la situazione che stanno vivendo.

la segnalazione giunge da un lettore (credo), che mi parla di questo sito, Change.org, che è sostanzialmente una piattaforma ibrida di social per lanciare petizioni, fra le più disparate, e raccogliere adesioni.

Un buon modo, a conti fatti e dopo una breve pausa di riflessione, per far sentire la propria voce dalla piazza virtuale, oltre che da quella reale.

Nella fattispecie, mi è stata segnalata la petizione a sostegno dei disoccupati over 35, fascia di età ancora più martoriata che i classici “neolaureati in attesa del primo impiego” su cui l’0opinione pubblica si ostina a puntare i riflettori, dimenticando e lasciando in ombra tutto il resto.

La petizione è attualmente online e in attesa di essere siglata da quanti più “contatti” possibili, a questo indirizzo: http://www.change.org/it/petizioni/a-sostegno-dei-disoccupati-over-35

E’ corredata in oltre da un buon approfondimento di dati e articoli correlati, usciti sulla stampa e online, con cui ci possiamo “riempire gli occhi e la mente”, talora non ci bastassero le statistiche “ripulite” che ci danno in pasto ogni giorno.

(cit.) “in Italia ci sono 600mila ragazzi con meno di 24 anni che cercano un lavoro e non lo trovano. Ma, tra gli ultra-35enni, la cifra è più che doppia: il numero dei disoccupati tra i 35 ed i 65 anni è in costante aumento (3 milioni e 500 mila individui, tra disoccupati ed inattivi)..” e potrei andare avanti ma preferisco lasciare a voi il privilegio di farvi la rassegna stampa della vergogna (così la chiamo io).

Mi raccomando, visitate -e firmate, se ve la sentite – numerosi!

La vostra NonnaSo, che ci prova a fare la “vocina” dei disoccupati…e che ha firmato.

e voi?

 

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30 thoughts on “Petizione a sostegno dei disoccupati over 35

  1. Salve, confermo di essere un lettore, anche se da pochissime settimane.
    Ovviamente apprezzo il blog e lo stile con cui viene realizzato.
    Change.org è una piattaforma che conosco da circa un anno, ha un’importante reputazione e sostiene nobilissime cause tutte partite dal basso.
    Ha una valenza sociale secondo me molto utile.
    Per quanto riguarda la petizione over35.
    E’ una petizione sacrosanta!
    Da quando sono venuto a conoscenza di questa petizione per caso (ne parlava la promotrice sulla pagina facebook di Ballarò), circa 3 gg fa, mi sembrava più che giusto dare un piccolo contributo di sensibilizzazione che andasse oltre la mia semplice firma.
    Considerando l’enormità del problema sono persuaso che una petizione del genere come minimo potrebbe raccogliere 1 milione di firme, ed il motivo è presto detto (basta vedere quanti sono i disoccupati in quella fascia di età).
    Consentitemi solo di dire un’ultima cosa: consiglierei a tutte le persone disoccupate di scrivere una mail ai giornalisti televisivi, ai talk show, ai ministri competenti (come ho già fatto io), per lamentare il totale disinteresse della classe politica e anche dei giornalisti (vi è pervenuto qualche giornalista che abbia chiesto ” bene aiutare i giovani, bene aiutare esodati, ma chi ha 35 anni, chi ha 40 anni che cosa fa??”).
    Segnalo solo che chi ha 35 anni ha davanti a sè circa 30 anni di lavoro ancora.
    Vi sembra normale snobbarlo?
    A me non risulta e pertanto mi sembra più che lecito mandare tante mail quanti sono le persone doppiamente colpite; prima dalla perdita del lavoro e poi da questo assurdo disinteresse.
    Credo abbiamo come minimo diritto ad una spiegazione.
    Se vogliono cancellare questa fascia d’età dal mercato che almeno abbiano il coraggio di dirlo pubblicamente.
    Un saluto
    Uno di voi

    • grazie ancora del contributo e della fiducia, Andrea, e di aver condiviso con noi – che ti capiamo, oh, quanto ti capiamo! – i tuoi pensieri e la tua rabbia e indignazione. Come dice il mio nonno: meglio fuori che dentro! E se ci sentiamo di urlare, perciò urliamo, e se ci sentiamo di scrivere ai ministri, sommergiamoli di carta o – meglio ancora, salviamo anche il pianeta già che ci siamo – di email, ma soprattutto: non molliamo, e ricordiamo che non siamo soli. purtroppo, ma anche per fortuna.

  2. Pingback: Petizione a sostegno dei disoccupati over 35 | PhilosoBia

  3. Pingback: Petizione a sostegno dei disoccupati over 35 | La disoccupazione ingegna

  4. Grazie per il vostro sostegno! Ne abbiamo tutti bisogno! Anche io come Andrea, mi sarei aspettata 1 milione di firme, ma c’è tanta diffidenza verso le petizioni. Bisogna far capire che è inutile solo se la rendiamo noi inutile NON firmando. In gamba OVER!

  5. Faccio parte della fascia 30-35 che rispetto ai 35-50 anni ha solo il vantaggio della possibilità di concorrere ai progetti Leonardo finanziati dall’UE (concorrere ma non vincere visto che c’è un rapporto 1 posto e 100 candidati…inoltre voci di corridoio dicono che i 30-35-enni vengono scartati favorendo gli under 30 per la mobilità europea).
    Non faccio parte nemmeno dei disoccupati del sondaggio, cosa che mi dispiace visto che sono nelle medesime condizioni degli over 35.

    Ho di fronte la professione con l’ordine che prevede un 1700 euro fra esame di Stato e tasse varie/iscrizione, nonchè un 5.000-10.000 euro in software per svolgere la professione (spesa da non fare se trovassi lavoro presso qualche studio ben avviato, ma causa crisi nessuno assume più e molti chiudono mettendomi in concorrenza con professionisti da 10-20 anni di esperienza).
    Nella mia regione non c’è l’incentivo al praticantato per under 35.
    Non si può nemmeno più dire italia paese di merda, perchè la cassazione ha stabilito essere reato.

    Non so, cosa potrei fare…

    Il mio sogno sarebbe togliere un posto di lavoro agli Oscar Giannino, ai Letta, ai Berlusconi, ai Trota, ai Borghezio, ai Bindi/Bersani, ai Di Pietro e figlio… a tutta quella masnada di persone dall’italiano sicuramente incerto che vivono di rendita e sostengono deregolamentazione e liberalismo con il culo degli altri, mentre loro si trovano sempre il posto di lavoro fisso anche vantando titoli accademici che non posseggono fra vitalizi, lauti stipendi fissi, diarie, finanziamenti indiretti ecc… senza dover passare per agenzie interinali, colloqui, selezioni, test psicoattitudinali (che probabilmente fallirebbero) e qualsivoglia filtro incapace di arginare il ben noto nepotismo italiano certificato da inchieste giornalistiche (vedi obbiettivo lavoro).

    • GG mi hai… lasciata senza parole. condivido in pieno (fascia di età, frustrazioni, conti in tasca e rabbia…) condivido anche il commento, senza censura… e fan..cicco la Cassazione. Aspetto che l’Italia mi faccia causa? Beh, sarebbe un bel passo avanti rispetto all’indifferenza che mi (ci) ha riservato fino ad ora.

      • beh dipende a chi spetta l’onere della prova per dimostrare che l’Italia è fallita proporzionalmente ai suoi cittadini.

    • Per GG: ad un certo punto dici che non sai cosa potresti fare.
      Io invece penso che potresti per esempio scrivere una mail ai ministri competenti ed ai giornalisti descrivendogli la situazione delle agenzie interinali, dei centri per l’impiego, del fatto che questa legge agevola gli under 30 (peccato che poi anche chi oggi ha 27 anni, trova un lavoro, e tra 3/4/5 annni perde un lavoro, che fa? si attacca? la giovinezza non è perpetua). Insomma anche se la petizione è over 35, il problema effettivo è per gli over 30, ed infatti io l’avrei messa over30.
      Pensa se tutte le migliaia di persone che ogni giorno lamentano problemi del mercato del lavoro (ivi compreso quello della mancanza di meritocrazia) e che scrivono su internet, decidessero di scrivere anche ai giornali, ai talk show, ai ministri chiedendo perchè la fascia over 30 è così snobbata (davanti hanno 35 anni di lavoro, quindi non pochi).
      Il vero problema è che nessun giornalista chiede: giusto parlare dei giovanissimi, come si sta facendo, giusto parlare degli esodati, come si sta facendo, ma perchè non parlare anche degli over 30? quali condizioni si sono poste per il loro reinserimento?
      Un pò di colpa penso che ce l’abbiano anche i disoccupati se non riescono a scrivere una lettera a chi potrebbe effettivamente fare qualcosa (i giornalisti sollevando un caso e la politica agendo di conseguenza).
      Scrivere semplicemente un post che non viene letto da queste figure, o cmq da quelle deputate a farlo, serve a poco o niente.
      Mi sembra abbastanza evidente.

      PS per quanto riguarda le figure politiche da te elencate io farei una distinzione tra chi abbiamo provato/stiamo provando e chi non è mai stato in alcun modo al governo. Giannino fa parte di questi ultimi ed inoltre ha pagato giustamente per l’errore commesso. Senza avere mai governato. Molti invece hanno governato ed abbiamo visto tutti gli esiti delle loro azioni. Penso sia ingiusto metter tutti nello stesso calderone.Tieni presente che Giannino pur sostenendo il liberismo, ha sempre promosso parallelamente strumenti di tutela e di protezione, non fini a sè stessi (come oggi avviene, e dove quando finisce l’indennità sei una persona finita), ma utile per seguire corsi di reinserimento e di riqualifcazione con la dovuta tranquillità.
      Insomma non elemosina pelosa, ma finalizzata.
      Infatti sappiamo tutti che l’obiettivo vero di un disoccupato non è ricevere un pò di stipendi a fondo perduto, ma trovare un altro impiego e quindi essere trattato con dignità.
      Ti ricordo che Giannino è stato l’unico a dire che i Centri per l’impiego, sono utili solo a dare lavoro a chi ci lavora dentro (oltre a costare a noi contribuenti circa 1 miliardo di euro, magari reinvestibile in altri scopi).
      La mia esperienza con i CPI è lunghissima, ti segnalo solo una volta che due selezionatori ammisero che ne sapevo più io di loro sulla ricerca di lavoro e sugli strumenti da usare…….
      Solo ora il ministro Giovannini, di tanto in tanto, dice che i CPI vanno sistemati (forse anche la mia lettera a lui inviata lunga mezzo km ha sortito qualche effetto).
      A parte Giovannini probabilmente tutti i politici pensano che i CPI e le agenzie siano utilissime…..
      Infine ti segnalo che a differenza dei politici e consiglieri regionali pagati con soldi pubblici, Giannino è a partita iva.
      Per quanto riguarda il liberismo decantato e promesso da Berlusconi, bè ti dico che di liberalismo c’era solo il nome…..

      • Caro Andrea, non credo che proprio tu, così preparato su diritti e doveri di noi disoccupati, possa dimenticare il primo e inalienabile diritto di ciascuno di noi, che è libero di pensare e sentirsi come vuole, di agire, o rimanere fermo, esattamente come vuole. Di avere la propria opinione, di esprimerla e confrontarsi con gli altri, di dare i propri consigli, e portare la propria esperienza.
        Su una cosa non sono d’accordo con te: “Scrivere semplicemente un post che non viene letto da queste figure, o cmq da quelle deputate a farlo, serve a poco o niente..” è quello che ritieni tu.
        A me sembra che invece serva a far sentire meno sole, o inutili, o inascoltate, le persone. che magari hanno scritto ai politici e magari no, magari ne hanno ricevuto risposta, ma non la sistemazione dei “grandi guai” per cui chiedono un po’ di giustizia.
        E magari si sentono confortati lo stesso, da un piccolo post inutile scritto da una persona qualunque, che magari non conta niente,..e magari invece conta tutto, per chi magari non ha più voglia, di combattere, e magari vuole solo arrendersi un attimo, perché è tutto più grande di lui, prima di riprendere in mano le armi e andare a combattere la battaglia vera, quella di ogni giorno, per tirare avanti.
        magari, solo magari eh.
        magari la mia è solo un’impressione o tutta retorica e là fuori è pieno di disoccupati che, penna in resta, attendevano solo che qualcuno invece di scrivere microbici post incazzosi, li esortasse a FARE qualcosa, invece che starsene qui a leggere.

      • Innanzi tutto preciso che la petizione è stata concepita prima dell’ultima manovra, sulla base delle offerte di lavoro che contengono l’indicazione max 35 anni. Ecco perché Over35. 4 anni fa il limite era max 40 anni. Non dubitiamo che a breve diverrà max 25 anni. Per cui possiamo intuire che ci saranno più disoccupati che lavoratori in questo Paese oppure tutti a lavorare all’estero. Detto questo, abbiamo bisogno di svegliare gli italiani sulla questione. Per assurdo molti di quelli da svegliare sono disoccupati. La disoccupazione è vissuta da tanti come una colpa, al più come la conseguenza di un destino avverso contro il quale nulla può. Ci si sente inadeguati, vecchi rispetto ai tempi e molti si abbandonano allo sconforto. Nel mio gruppo su Facebook scriviamo tanto di come ci si sente un disoccupato, di belle e brutte notizie. Ci si dà forza a vicenda perché anche questo è un modo per andare avanti. Anche chi non partecipa alle discussioni ha modo di leggere e questo può dare speranza e infondere nuove certezze: non sono io inadeguato, è il mondo del lavoro che si sbaglia. Ecco che un post può aiutare. Per quanto riguarda invece postare nelle pagine di chi decide (Letta ha ricevuto tanti di quei post da me e membri del gruppo che è un miracolo che ancora non ci abbia bannato 🙂 ), non cambia molto verso Letta ma incita gli altri utenti a reagire. Solo TUTTI UNITI infatti possiamo cambiare le cose. Poi l’avranno la lettera questi signori ma seguita da tante di quelle adesioni che non potranno ignorarla. Ed è l’obiettivo di questa petizione: noi ci siamo!

      • grazie Hegemone, grazie. cominciavo a pensare di sbagliare tutto con questo blog “inattivo” e “ricreativo”.. invece hai colto perfettamente il suo slancio e la sua volontà, e il fil rouge delle storie e delle persone che ci stanno sotto. più o meno disoccupate, incavolate, apatiche, tristi, attive, inattive, spettatrici, battagliere, ma comunque, spero, almeno un pochino meno sole, quando se ne vanno di qui…

      • Beh allora posso cominciare anch’io a scrivere di avere un master fake, essere cacciato dal Messaggero e poi riabilitato manco fossi un parente di qualcuno.
        http://www.giornalettismo.com/archives/985933/oscar-giannino-e-il-siparietto-sul-messaggero/

        E pensare che siamo passati tutti per infiniti invii di lettere ad agenzie interinali dietro annunci inverificabili per la mancanza del nome dell’azienda dai quali non si riceve mai risposta, liste nere dei prescritti da non inserire mai nei colloqui ed infiniti consigli su lettera di presentazione, videocurriculum o status nel social network, quando invece conta solo la dote di detrazioni fiscali che ci si porta appresso. E quale miserabile umiliazione può essere per un laureato essere considerato produttivo solo se detraibile dalle tasse, come eseguisse un lavoro nullo, mentre i Giannino riottengono il posto di lavoro ottenuto con false dichiarazioni sui titoli di studio, mentre se un disoccupato qualsiasi fa falsa dichiarazione minimo viene iscritto nella lista nera degli esclusi, massimo può anche essere indagato per violazione della legge sull’autocertificazione ?!

      • Comunque ribadisco, non critico la petizione, anzi l’ho firmata già al mio primo commento. Ho solo il terrore che i nostri cari governanti, letta la petizione, incentivino dai 35 anni in su lasciando fuori coloro che hanno fra i 30 ed i 35 anni, fascia che ritengo svantaggiata come gli over 35.

  6. Pingback: Petizione a sostegno dei disoccupati over 35 | tanaperlamamma

  7. Gentile nonnaso, non credo di essere la persona più preparata in termini di diritti e di doveri, però una cosa penso di saperla. So che tutti i disoccupati auspicano che la loro condizione sia transitoria, il più transitoria possibile.
    Per questo motivo penso sia giusto, nei limiti del possibile, attivarsi per cercare di migliorare la propria condizione.
    Sfogarsi è lecito, scambiarsi opinioni etc, ma quello che conta alla fine è che le cose cambino, che inizino a cambiare.
    Che si veda il germoglio del cambiamento.
    Se non sono i disoccupati i primi a chiederlo, ed a rivendicarlo, chi lo può fare?
    Chi ha un posto assicurato? Chi ha un santo in paradiso? Chi ha una pensione?
    Ho avuto modo di leggere (sto parlando su internet in generale) centinaia di lettere molto analitiche, lettere con buon idee, considerazioni giuste, contributi di miglioramento o contastazioni di inefficenze.
    Non penso che scrivere delle mail dove si richiede e si rivendica maggiore attenzione (cioè quella giusta, non quella sovradimensionata) sia antitetica allo sfogarsi.
    Penso si possa fare sia l’uno che l’altro.
    Qualcuno dirà: io ho già scritto ai vari Mentana, Gruber, Floris, Santoro, al Presidente della Repubblica, ai vari politici etc etc etc.
    Ma infatti il mio invito, non un’imposizione, è rivolto a chi non l’ha ancora fatto.
    Però per favore non dire che inviare mail, cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica, chiedere una spiegazione a questa indifferenza è sullo stesso identico piano del non farlo.
    Tanto di cappello a chi ha lanciato la petizione, a chi la sta firmando ed a chi invia segnalazioni ai giornali, ai talk show televisivi; mentre continuo a non capire chi non vuole fare nulla di tutto questo.
    Per questo motivo non comprendo la tua difesa nei confronti dell’immobilismo assoluto.
    Non penso che sfogarsi o scrivere un post precluda a nessuno la possibilità di fare anche altro..

    PS la mia considerazione non ha nulla a che vedere con il tuo blog, è una considerazione di natura generale

    • La mia non è una difesa all’immobilismo ma al sacrosanto diritto di ciascuno di fare ciò che vuole o non fare ciò che si sente. E perdonami se ho trovato poco gentile il commentare con un “scrivere post e’ inutile” proprio su un post che io per prima ho scritto sollecitamente a seguito della tua segnalazione.
      Inoltre, non mi permetterò mai di giudicare cosa fanno o non fanno le altre persone per sentirsi meglio, o uscire dalla disoccupazione: dio solo da quante volte mi sono sentita dire “se ci sei dentro e’ perché non fai abbastanza!” E sinceramente ne sono un po’ stufa, ma mi sarei aspettata qualcosa di diverso, almeno un minimo di rispetto, da un altro disoccupato.. Come me.

      Non voglio essere polemica credimi, anzi: Ti auguro di risolvere, di riuscire a sfondare questo muro, con la tua forza d’animo che è sicuramente tanta.
      Buona vita

      • Invece forse senza rendertene conto stai facendo l’elogio dell’immobilismo. Sai benissimo quello che voglio dire. Per post non intendo i tuoi articoli o gli articoli di internet, che hanno la loro validità e la loro visibilità, ma le varie risposte degli utenti che per ovvi motivi non hanno visibilità per quanto possano essere scritti con dovizia di particolare.
        Inoltre sai bene che se al post sulla petizione che hai fatto nessuno aderisce, non c’è nessuna firma.
        Tutto dipende dalla singola persona, se decide di firmare o di passare oltre, se si sente meglio firmando o non firmando.
        Secondo te firmare e non firmare è la stessa identica cosa?
        Io dico di no.
        Secondo te una petizione con 1000 firme o con 5000 è la stessa cosa?
        Io dico di no.
        Secondo te una petizione di 5000 firme e di 100 mila è la stessa cosa? Io dico di no.
        Ciascuno di noi ha un potere ed un forza maggiore di quella che crede di avere; ma questa forza, questa determinazione viene fuori solo quando anche altre persone ne sono consapevoli.
        Hegemone ad un certo punto ha detto “solo tutti uniti possiamo cambiare le cose”. Scritto in maiuscolo. Gli stati d’animo delle singole persone (e che ho anche io) non devono essere un’alibi a non fare nulla…
        Una cosa a cui tengo tantissimo da spiegare: quando qualcuno intorno a te o ad altri dice che non fai abbastanza è una stupidata perchè mostra un difetto di conoscenza del mercato del lavoro (dove ci sono tante variabili che le persone non possono gestire). Certo che se uno dedica 4/5 ore al giorno alla ricerca del lavoro, il lavoro forse lo trova tra 20 anni…….Mentre se uno dedica 8/10 ore al giorno forse lo trova in un paio di anni (cerco di essere realista).
        La mia comprensione è più che totale nei confronti della ricerca del lavoro, dove conosco tutte le dinamiche (ho appena fatto annullare un concorso dopo avere fatto modificare il bando una prima volta).
        Ti assicuro tutto!
        Il mio rispetto ce lhai, ma non è questo l’importante. Il problema è che il rispettto manca da parte della politica e dei giornalisti nei confronti dei disoccupati.
        Le persone disoccupate devono fare uno piccolo, ulteriore sforzo in più, oltre a quello della ricerca del lavoro. Devono smettere di essere invisibili.
        La mia determinazione, per quanto grande, se lasciata da sola, serve quanto una mosca sotto la scarpa!

      • Susa ma non credo che siamo ne io ne tu a dire cosa DEVONO o NON DEVONO fare le persone disoccupate per loro stesse. E se questo deve passare per elogio dell’immobilismo che sia pure, lo elogio dunque! Se ti fa sentire meglio farmi sentire peggio perché “non faccio abbastanza”, va bene così. Io faccio quel che mi sento,,e finirò, o resterò , all’inferno per questo.
        Questa polemica mi spiace molto, soprattutto visto che penso di aver fatto tutto TRANNE che cestinare la tua segnalazione e non dare spazio sul mio blog alla petizione. E alla tua voce, assieme a quella degli altri.

      • Intervengo perché avete entrambi ragione. L’essere numerosi intorno ad una petizione come pure sul profilo di un politico, alla lunga ottiene il risultato di farsi notare e togliere la patina di indifferenza (io credo anche paura) che da sempre si ha verso il problema disoccupazione. Lo dico con cognizione di causa. Stiamo contattando attraverso un lavoro certosino testate on-line, locali e giornalisti. Nonché sedi locali politiche. Giornalisticamente parlando abbiamo guadagnato una partecipazione all’intero di Milanow (Telelombardia) e la ripresa della partecipazione sul Corriere di Novara (conoscenza diretta). Solo questo ha creato attenzione. È stato come veder uscire dal guscio tante lumachine impaurite che hanno cominciato a condividere ed ad urlare la loro voglia di fare. Toni Capuozzo ci ha dato il suo sostegno, anche se non credo ci porterà mai su un notiziario nazionale, ma meglio di niente. Pino Scaccia, giornalista Rai, ha firmato e incitato a firmare. Molte delle testate locali hanno pubblicato la notizia della petizione soprattutto on-line. Se avessimo oggi almeno 50.000 firme al nostro attivo saremmo già sui giornali nazionali e con un effetto domino le firme aumenterebbero a vista d’occhio. Tutto questo però sta richiedendo l’impegno quotidiano di dieci persone che cercano contatti, scrivono e cercano un modo per farsi notare. Nulla di tutto ciò è arrivato in modo naturale.
        Altra storia è l’atteggiamento delle persone, dei disoccupati o no. C’è una diffidenza a crederci, a provarci, a rischiare la delusione. Perché nell’altro si può rischiare a firmare un TENTATIVO. Io lo chiamo così, perché non c’è certezza di riuscita, ma l’alternativa è stare a guardare, è aspettare che qualcosa avvenga. E allora perché mi chiedo è così difficile volerci provare?! Ecco che gruppi di facebook come il mio o blog come questo sono utili a smuovere l’immobilismo. Provarci non fa male. Piuttosto è pericoloso stare in silenzio davanti alle ingiustizie.

      • Non interrompi anzi: il tuo commento mi sembra molto equanime e diretto, assolutamente condivisibile. Del resto il dibattito si compone di voci, come un coro, in cui ognuna ha la sua importanza e la sua ragione di essere, in vista della composizione della cantata che esegue, no?

    • Mi intrometto un attimo. Non è colpa dei disoccupati della loro situazione. Questo è poco ma sicuro. Sono già degli eroi tutti quelli che sopravvivono a questa condizione imposta e non voluta, in qualsiasi modo lo facciano.

      Sono una misera giornalista che tra poco sarà nella schiera dei disoccupati e quel “poco” che so del giornalismo è che nessuno ha voce, se non lo decide il direttore editoriale.

      Scrivere quindi su internet un post in cui condividere i propri disagi o il proprio stato di disoccupazione esistenziale (perché è quello il problema ultimo) è, per lo meno per me, già un ottimo inizio per dar voce sotto forma scritta e pubblica a quello che è un problema del Paese.

      Anzi, se solo chi ha gli strumenti di informazione tra le mani si prendesse la briga di non limitarsi ai comunicati stampa ma andasse per strada (internet nel 2013) a sondare il terreno, scoprirebbe un gregge enorme.

      i disoccupati, come i precari, stanno urlando… solo chi ha i tappi alle orecchie non sente, perché non vuole sentire. Io le sento queste urla… vuoi davvero ch ei “politici” o chi dovrebbe cambiare le cose non abbia le orecchie? Le ha eccome.

      Ecco, diciamo che quindi io approvo le petizioni (questa per esempio l’ho firmata e con gioia) e tutto il resto, ma non credo affatto nel potere di un movimento unito dei disoccupati o dei precari… non ci credo perché il mondo non funziona così. Non questo per lo meno, che deve cambiare ma non l’ha ancora capito.

      Sì, una petizione di un milione di firme farebbe tanto, andrebbe anche in prima pagina dei quotidiani. Dopo una settimana sarebbe già nel dimenticatoio. Purtroppo il problema è economico e come tale il piccolo e minuscolo ma forte disoccupato può solo cercare di restare con la testa fuori dalla melma e non cercare di salvare il sistema, ma se stesso.

      Se poi uno ha la forza e le energie e l’ideale di poter cambiare tutto solo perché il “popolo” lo richiede, ben venga… glielo auguro. Ma la vedo dura.

  8. Con la segnalazione non hai fatto un favore a me, ma a tutte le persone che credono, che cercano con questa petizione di cambiare le cose. Che cercano di sollevare un caso. E’ una spinta, e credo che valga la pena tentare. Quale sarà il risultato? Si vedrà solo alla fine. La petizione non è mia. Io ne sono venuto a conoscenza e ho cercato di divulgare la cosa. Più persone aderiscono meglio è, e lo sai anche tu, perchè hai aderito anche tu.
    Se non ci credessi non l’avresti fatto.
    Mi spiace per la tua reazione, ma le mie considerazioni non erano assolutamente contro di te o per farti sentire peggio (mai detto che tu non fai abbastanza).
    Un’ultima considerazione: come tu sei libera di difendere qualsiasi comportamento o non comportamento, azione o non azione, penso di poter essere libero di esprimere altrettanto liberamente la mia opinione che magari se siamo un attimo meno spettatori (non mi riferisco a te e non mi riferisco alla ricerca di lavoro) converrebbe a tutti.

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