CARA LAFELTRINELLI TI SCRIVO…

…ANCHE IO, se fossi in lei, la assumerei. A me (mi) farei amministratrice delegata, ma alla cara Gio la assumerei…
C’è un solo problema, forse… forse..
..forse…

è troppo qualificata ?!

La disoccupazione ingegna

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Cara LaFeltrinelli,

sono LaValeria, ho 28 anni vivo a Brindisi, sono laureata con 110 e lode, sono automunita e cervellomunita,  e il mio sogno è lavorare per te.
Da circa 6 anni, ogni mese ti mando il mio curriculum aggiornato con tanto lettera di presentazione megagalattica, dopo queste epistole, che neanche il giovane Werther, pensavo che almeno mi avresti fatto una denuncia per stalking ma niente…non mi pensi e soprattutto non mi vuoi.

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7 thoughts on “CARA LAFELTRINELLI TI SCRIVO…

  1. Nel mio paese un’azienda non ha rinnovato il contratto ad un ingegnere (laureato) per rimpiazzarlo con un geometra (diplomato) perchè a quanto pare “costano meno”, se l’italia va a rotoli è colpa pure di questo

    • beh ma ovviamente scelta sensatissima… oltre che per un costo minore (la cosiddetta “remunerazione equiparata al livello”) chi ne sa di più crea anche più problemi perchè diventa meno gestibile!
      E poi ormai anche ai corsi di formazione gratuiti ti escludono se sei già troppo qualificato: vanno formate le masse! Ma non troppo…

      • in che senso “comincerai” a vederle crollare… quanti mesi fa è venuta giù la casa a Napoliproprio perchè avevano costruito abusivi gli ultimi 2 piani? E mi sembra che poi ci sono state anche altre… siamo già messi così,ma da mo!
        Certo è anche vero che la casa dei miei l’ha costruita mio nonno: senza lauree, solo con le sue mani e la sua esperienza, ..ma a un certo punto anche il geometra l’architetto e il capocantiere hanno detto la loro! Ci vuole gioco di squadra, e a ognuno il suo…

  2. è dura però quando ti innamori dei tuoi datori di lavoro. Io volevo fortissimamente entrare in un’azienda di Ravenna e avrei fatto qualsiasi cosa. Un giorno mi hanno accontentato e mi hanno telefonato dicendomi che mi prendevano come operaio per tre mesi; non ci sono andato, ma alla fine la dignità secondo me era persa e l’operaio sono andato a farlo lo stesso (non per loro, ma per altri). Ed era un periodo che il lavoro si trovava ancora. Non vi innamorate di chi vi paga anche se ha un nome altisonante e avete sempre sognato di lavorare per lui.

    • forse la verità, sprattutto qui in italia, è che ogni lavoro è un incubo,.. a meno che non lo si faccia con lo slancio giusto. Quando lavoravo, non facevo che sentire gente che si lamentava del lavoro, ma solo negli ultimi tempi ho cominciato a sentirmelo pesare anche io sulle spalle. non tanto perchè era ormai chiaro che fine avrei fatto, quando per l’inutilità di quello che stavo facendo: era un buon lavoro, ma non importava a nessuno, e nessuno ci voleva investire.
      Quando ho smesso di crederci anche io, è diventato un incubo, tutto li.

    • certo però se mi avessero pagata o strapagata, almeno sarei stata..ripagata.
      Sarò cinica, ma i soldi contano: soprattutto in mancanza di altro, o dei soldi stessi

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