Flash Gruista: approfondimento

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Sabato ho seguito questo interessantissimo programma su La7 (alle 14.00 circa, che nella vuotaggine del panorama tv del sabato è una mano santa, credetemi – e si chiama tuttalavitadavanti… un nome confortante, almeno ad intenzione dei suoi creatori, perchè a me viene male davvero a pensare che ho tutta sta vita davanti… ma in ogni caso). Ad un certo punto, come per magia, in studio è arrivata un’anonima gruista.

Non anonima nel senso di senza nome, ma una pentita del gruismo. Una che è arrivata e ha detto. “Ciao, sono xxx xxx, e sono una gruista”.
Mi si è aperto il cuore e son quasi caduta dalla sedia, giuro. Quando si dice i segni del Destino (immagino che sia in linea con i tempi che Dio ci mandi messaggi tramite il tubo catodico digitale…)
In ogni caso, mentre io guardavo estasiata, la ragazza ha raccontato la sua odissea per diventare gruista, e li, sono rimasta definitivamente senza parole.
Ha cominciato come immagino tutti noi (disoccupati) abbiamo cominciato ogni cosa: gettandosi nel gorgo della formazione gratuita per disoccupati disperati alla ricerca di qualcosa che avesse a che fare anche solo vagamente con il suo campo di studio/lavoro (le belle arti), e finendo per approdare a tutt’altro.
Un corso (retribuito e questo è stato il driver di scelta) per fare la gruista.
Dopo una durissima selezione, sbaragliando gli altri concorrenti, sudando sangue per sostenere le prove di abilità e precisione, la ragazza è diventata gruista professionista.

Vederla mi ha aperto il cuore, e me l’ha anche stretto, però. Un po’ perché penso a quanti di noi hanno dovuto, devono, e dovranno mettere da parte i loro sogni, le loro competenze ormai “obsolete” e i sacrifici fatti nei decenni precedenti, in favore di nuovi percorsi, ancora tutti da scoprire. Un po’ perché lei stessa, la coraggiosa piccola gruista, ha ammesso che in cantiere l’aria è a dir poco gelida quando si presenta lei, e sono lì tutti ad aspettare che commetta un errore (o peggio, che ci scappi il morto).
D’altra parte si sa: il cantiere come la nave, e gli uomini non ci vogliono ad invadere anche l’ultimo dei loro baluardi…

Ora, non ci vorrei ripensare, ma devo: mentre cercavo io seminari e corsi sul marketing mi hanno proposto dapprima un corso per operatore di camera mortuaria (figo, ho pensato: non c’è mai crisi nel settore e i clienti sono del tipo migliore: quelli che non rompono le balle – dopotutto uno dei miei zii era beccamorto) e poi – in una interessantissima telefonata dal Centro per l’impiego della regione che mi ha lasciata a diro poco senza parole a chiedermi ma loro del mio cv e delle mie competenze cosa hanno capito?? (che sono choosy, definitivamente choosy)- un corso per amministratore di magazzino con annessa patente per il muletto.
Che cosa mi stai dicendo, Dio, che nella vita ho sbagliato tutto??
Lo so, lo so che dovevo fare la gruista, ma mettermi così in croce dopo anni… ha senso, me lo merito??
A voi, l’ardua sentenza.

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One thought on “Flash Gruista: approfondimento

  1. io la guarderei dal punto di vista ottimista: hai un’opportunità (in più), nel frattempo continui a ricercare nel tuo campo o nelle immediate vicinanze. 🙂 Si narra che gli Agnelli dovevano fare un praticantato in tutti i settori e a tutti i livelli dell’azienda, prima di arrivare nella stanza dei bottoni… inoltre un po’ si alimenta il “networking”. 🙂

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